La storia del nostro circolo è un pezzo della storia del movimento anarchico a Bologna e nella sua provincia.
Il “cassero”, così si chiama la struttura muraria di Piazza di Porta Santo Stefano n. 1, che contiene il circolo, è stato affidato agli anarchici nell’ormai lontano 1971. Lo ha affidato il quartiere Santo Stefano dando seguito ad una delibera comunale che recepiva la richiesta che da anni gli anarchici bolognesi peroravano per vedere applicato l’impegno che le forze della resistenza antifascista avevano preso, quello di risarcire i vari movimenti, sindacati e partiti del patrimonio confiscato o distrutto dalla dittatura fascista.
Così la storia del nostro movimento si riannoda con i locali della “vecchia” Camera del Lavoro di via Lame, autocostruita dalla Cooperativa Terraioli che occupava il piano terra e dove avevano sede la Camera del Lavoro (al primo piano) e la sede degli anarchici (al secondo piano).
Questa struttura fu sgomberata e distrutta dalla squadracce fasciste.
Fra l’altro la Camera del Lavoro di via Lame era un della tante che diedero vita nel 1912 all’Unione Sindacale Italiana, dando vita a quel vasto movimento sindacalista-rivoluzionario che caratterizzò l’azione del movimento operaio per un decennio e che fu sconfitta solo per mezzo di una brutale dittatura. Nella sede degli anarchici prese vita quell’Unione Anarchica Italiana che venne fondata proprio a Bologna nel 1920 e che fu uno dei principali motori del tentativo rivoluzionario conosciuto come “biennio rosso”.
In quell’edificio lavorava con assiduità assieme a tante e tanti altri, un uomo come Luigi Fabbri.

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