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Prossimi appuntamenti e attività – 10 Marzo 2019

Sommario: 
1) Lunedì 11 marzo dalle 18 alle 21 Spaccio popolare autogestito. Al circolo
2) Lunedì 11 marzo ore 20:00 Mensa popolare autogestita benefit Mujeres libres -Non una di Meno per finanziare il pullman contro l’internazionale reazionaria a Verona il 30 marzo (vedi sotto). Lunedì si possono già comprare i biglietti! Al circolo
3) Sabato 16 marzo ore 19:00 …che idea, morire di marzo. Reading per Francesco, Fausto e Iaio, Dax, promosso dal Coordinamento Antifascista Murri. Portico di via Mascarella. Verso il corteo del 25 aprile
4) Martedì 26 marzo ore 19:00 Mondeggi a Vag 61. Iniziativa a cura dello Spa e e del Giaz
5) Venerdì 29 marzo ore 14:00 antifascista a processo: presenza solidale in tribunale
6) Venerdì 29 marzo ore 18:00 Cinespaccio popolare autogestito. Nestor Machno e la rivoluzione anarchica in Ucraina. Al circolo.
7) Sabato 30 marzo ore 18:00 Divieto d’infanzia (Bfs, 2018) di Chiara Gazzola e Sebastiano Ortu. Presentazione con gli autori. Al circolo 
8) Sabato 30 marzo mobilitazione  contro l’internazionale reazionaria a Verona 
9) Sabato 30 marzo corteo “Non è finita qui”. A Torino
10) Domenica 14 aprile ore 10:00 trekking antifascista promosso dal Coordinamento Murri. Partenza dalle statue dei partigiani di Porta Lame. Verso il corteo del 25 aprile
11) Attività settimanali permanenti
 
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1) Lunedì 11 marzo dalle 18 alle 21 Spaccio popolare autogestito. Al circolo
Lo spaccio autogestito è un progetto che nasce nel febbraio del 2016 dalla volontà di sperimentare una concezione di economia e di società diverse, in cui il fine non è il profitto ma il mutuo aiuto e il sostegno tra produttrici e coproduttrici attente a sperimentare e rendere concrete nuovi modi di fare convivialità e beni. 
Lo spaccio non è un negozio ma un luogo in cui i prodotti sono scelti dalle coproduttrici secondo i criteri dell’essenzialità e della sostenibilità economica, sociale, agricola ed ambientale; si possono trovare beni di prima necessità alimentari e non, prodotti senza sfruttamento della Terra e della Persona. 
Se con i prodotti veicoliamo un modo di concepire il cibo in maniera diversa, con le pratiche sperimentiamo modi di relazionarsi e creare reti sociali diverse, basate sui principi del mutuo aiuto, dell’autogestione e della fiducia nelle altre ed è per questo che dietro al banchetto ci sono coproduttrici che possono aiutare e spiegare il progetto senza diventare commesse; che le decisioni di cosa esporre sono prese assieme, senza tuttavia negare l’autodeterminazione di ciascuna a partecipare secondo le proprie energie e modalità; che il progetto è nato e cresce all’interno del circolo anarchico Berneri.
Allo spa non si consuma ma si sceglie, non si chiede ma si conversa, non si subisce ma si agisce.
Allo spa partiamo dal cibo per praticare logiche anticapitaliste e di autoproduzione, in cui l’economia non è profitto ma è cura reciproca, in cui non si fa mercato ma comunità.
Se vuoi sperimentare e partecipare, passa al circolo anarchico Berneri in porta S.Stefano, ci trovi tutti i lunedì dalle 18:00 alle 21:00
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2) Lunedì 11 marzo ore 20:00 Mensa popolare autogestita benefit Mujeres libres per finanziare il pullman contro l’internazionale reazionaria a Verona il 30 marzo (vedi sotto). Lunedì si possono già comprare i biglietti! Al circolo
Una serata di socialità e convivialità al Circolo Anarchico Berneri. Per mettere insieme pensieri ribelli, sogni e rabbie, risate e assalti al cielo.      
Dalle 20:00 alle 23:00 cena con menù a sopresa (anche vegano) e distribuzione di stampa anarchica.
La mensa utilizza prodotti di prossimità politica e geografica. La pasta e il pomodoro provengono dalla cooperativa Iris, le verdure dalla Fratta d’oro (Castel S. Pietro), la carne da La Cà (Savigno), l’olio e i cereali da diversi produttori e produttrici compagni-e, ecc. 
È autogestita perché intende abbattere la divisione tra chi la organizza e chi ne usufruisce: tutte-i possono dare una mano econtribuire in qualche modo.
È popolare perché accessibile a tutte le tasche.
Dal 2013, quando abbiamo cominciato, a oggi, gli incassi sono serviti per finanziare le attività del circolo, di gruppi e collettivi dentro e fuori Bologna, per supportare compagne-i in condizioni di necessità o nei guai con la legge a causa delle proprie attività sociali. Così continueremo.
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3) Sabato 16 marzo ore 19:00 …che idea, morire di marzo. Reading per Francesco, Fausto e Iaio, Dax, promosso dal Coordinamento Antifascista Murri. Portico di via Mascarella. Verso il corteo del 25 aprile
“Non andrà persa la memoria 
di questi compagni 
e di quei giorni della rabbia e del dolore.
Non ci sarà nessuna pace
fino a quando non ci sarà giustizia”
(18 marzo 1992 – centro sociale Leoncavallo)
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4) Martedì 26 marzo ore 19:00 Mondeggi a Vag 61. Iniziativa a cura dello Spa e e del Giaz
Dalle 19 presentazione del progetto Mondeggi, cena, a seguire discussione su Mondeggi e sulle pratiche di riappropriazione dei beni comuni
In solidarietà con Mondeggi – Fattoria senza padroni, per un percorso di riappropriazione della terra come bene collettivo attraverso la pratica dell’autogestione in una logica di sottrazione alla speculazione
Mondeggi è una comunità diffusa di cittadine e cittadini che si oppone alla svendita di un bene pubblico situato nel comune di Bagno a Ripoli(Firenze). Si riconosce nel concetto di “terra bene comune“, per l’autodeterminazione alimentare attraverso l’agroecologia e la libera condivisione dei saperi.
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5) Venerdì 29 marzo ore 14:00 antifascista a processo: presenza solidale in tribunale
Venerdì 29 marzo si terrà la terza udienza del processo a uno di noi, denunciato nel 2014 dall’ex presidente del Quartiere Santo Stefano Ilaria Giorgetti e dal suo vice Mario De Dominicis per aver pubblicamente definito «fascisti» i due esponenti del centrodestra chiamandoli per giunta «squallidi quanto improbabili figuri» in quanto hanno «sempre favorito la propaganda di neofascisti e neonazisti».
In questa udienza verranno interrogati l’accusato e i testimoni della difesa.
Invitiamo tutte e tutti gli antifascisti a presenziare in aula in solidarietà al nostro compagno, coinvolto in un processo che potrebbe sembrare assurdo se non fosse un esplicito tentativo di criminalizzare il dissenso. La presenza solidale è importante anche per rispondere agli inutili atteggiamenti arroganti che polizia e carabinieri hanno tenuto nelle scorse udienze fuori e dentro al tribunale. 
Ci troveremo venerdì 29 marzo alle ore 14 davanti al Tribunale in Via Farini 1. Per entrare occorre mostrare un documento e far passare borse e zaini in uno scanner. L’udienza, che è pubblica, è prevista per le 14.30 in aula 3
Nodo sociale antifascista
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6) Venerdì 29 marzo ore 18:00 Cinespaccio popolare autogestito. Nestor Machno e la rivoluzione anarchica in Ucraina. Al circolo.
Un viaggio cinematografico nel mondo dell’agricoltura e dell’industria del cibo, del sistema finanziario e della crisi globale
uno spazio di scambio e di convivialità, di critica sociale e di immaginazione, un banchetto di degustazioni, dal sapore Genuino Clandestino, in compagnia dei produttori dello Spaccio Popolare Autogestito
Proiezione di Nestor Machno e la rivoluzione anarchica in Ucraina di Hélène Châtelain
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7) Sabato 30 marzo ore 18:00 Divieto d’infanzia (Bfs, 2018) di Chiara Gazzola e Sebastiano Ortu. Presentazione con gli autori. Al circolo 
Divieto d’Infanzia. Psichiatria, controllo, profitto.
La tendenza della cultura occidentale a medicalizzare ogni fase della vita si estende all’infanzia e all’adolescenza codificando
nuove diagnosi psichiatriche, offrendo all’industria farmaceutica profitti sempre più copiosi.
La scuola pubblica è il luogo privilegiato per avviare, attraverso strumenti approssimativi, l’iter diagnostico. L’aumento esponenziale di 
certificazioni induce alla prevaricazione dell’approccio clinico danneggiando la relazione educativa.    
Quali le possibilità di opposizione? Quali le alternative per i genitori?
Ne parliamo con gli autori
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8) Sabato 30 marzo mobilitazione contro l’internazionale reazionaria a Verona 
CONTRO L’INTERNAZIONALE REAZIONARIA SIAMO PRONTE A MOBILITARCI 
È stata pubblicata la lista dei relatori e delle relatrici che, al 
momento, hanno confermato la loro presenza al XIII World Congress of 
Families, il Congresso Mondiale delle Famiglie che riunisce «il 
movimento globale» pro-life e che si terrà in Italia, a Verona, dal 29 
al 31 marzo. La tre giorni si concluderà, tra l’altro, con una 
«grande marcia per la famiglia». 
All’evento organizzato anche dalle associazioni promotrici del Family 
Day parteciperà Matteo Salvini accanto ad esponenti politici di governi 
dove l’omosessualità è reato e dove l’aborto è illegale. E questo 
Congresso sarà patrocinato dalla “Presidenza del consiglio dei 
ministri – ministero per la Famiglia e le Disabilità” e dalla regione 
Veneto. 
All’incontro, oltre al vicepresidente del consiglio e ministro 
dell’Interno Matteo Salvini, ci saranno: il ministro per la Famiglia 
Lorenzo Fontana, il presidente della regione Veneto Luca Zaia, il 
sindaco di Verona Federico Sboarina, la presidente di Fratelli 
d’Italia Giorgia Meloni, il presidente del Family Day Massimo 
Gandolfini. 
E ancora: ci sarà Igor Dodon, presidente della Moldavia, esponente di 
un partito filo-russo che tre giorni dopo l’elezione fece rimuovere la 
bandiera europea fuori dal palazzo presidenziale; Attila Beneda, vice 
ministro ungherese per la Famiglia, antiabortista e componente di spicco 
del governo guidato dal conservatore e populista Viktor Orbán; Katalin 
Novák, sottosegretaria ungherese per gli Affari della Famiglia e della 
Gioventù, anche lei antiabortista che di recente ha dichiarato: «Oggi 
la crescita della popolazione europea dipende esclusivamente 
dall’immigrazione: se va avanti così, l’Europa perderà lo scontro di 
civiltà». E ci saranno rappresentanti dell’Uganda, paese dove 
l’omosessualità è punita anche con l’ergastolo, della Polonia, 
dove l’attuale governo di estrema destra ha tentato in tutti i modi di 
introdurre una legge chiamata “Stop all’aborto”, del Malawi dove 
le persone vengono aggredite e arrestate per il loro orientamento 
sessuale. Parleranno, infine, anche duchi e principesse, come Gloria 
Thurn und Taxis, cattolica conservatrice che pensa che 
l’omosessualità sia contro natura e che ha affermato che l’alto tasso 
di AIDS nei paesi africani è dovuto al fatto che «ai neri piace 
copulare un sacco». 
Verona e l’Italia diventano così ufficialmente il punto di 
riferimento dell’ultra-conservatorismo a livello internazionale e 
della violenta crociata per imporre modelli tradizionalisti e normativi 
che negano e attaccano le donne e ogni diversità. Di fatto, il governo, 
tutto il governo (“il vento del cambiamento”, recita non a caso la 
locandina del Congresso), assume la linea politica di Salvini e del suo 
vice Fontana dando ospitalità a figure dell’estrema destra 
autoritaria dichiaratamente razziste, omofobe e contro la libertà delle 
donne. 
Come donne, lesbiche, soggettività LGBTQI, transfemministe, 
antifasciste, antirazziste, come madri per scelta, come famiglie che 
hanno composizioni differenti e come cittadine e cittadini che rifiutano 
questa oscenità renderemo Verona proprio in quei giorni una Città 
Transfemminista, organizzando una serie di eventi diffusi che 
convergeranno in una piazza resistente nel pomeriggio di sabato 30. 
NUDM Verona
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9) Sabato 30 marzo corteo “Non è finita qui”. A Torino
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10) Domenica 14 aprile ore 10:00 treeking antifascista promosso dal Coordinamento Murri. Partenza dalle statue dei partigiani di Porta Lame. Verso il corteo del 25 aprile
Dopo il trekking di settembre a Sabbiuno di Paderno, 
il Coordinamento Murri invita tutt*
VERSO LA PIANURA
con un
TREKKING ANTIFASCISTA
da Porta Lame al monumento di Sabbiuno di Piano 
ritrovo ore 10.00 a porta Lame
sosta e rifornimento offerto dal Coordinamento Antifascista Murri 
al Ponte della Bionda lungo il Navile
arrivo a Sabbiuno nel primo pomeriggio
ritorno con bus da Castel  Maggiore
Ci accompagneranno gli storici
ALBERTO PRETI e ENRICO CAVALIERI
FAUSTO CARPANI ci accoglierà al Ponte della Bionda
Per informazioni e iscrizioni (necessarie per il rifornimento!) murri@inventati.org
(…) l’arrivo di alcune autoblindo tedesche costrinse i gappisti a ritirarsi, trascinando con loro il comandante Romagna ferito mortalmente. Il destino dei rastrellati si consumò rapidamente. I tedeschi piazzarono una mitragliatrice pesante davanti alla stalla e, fatti uscire quelli che vi erano stati ammassati dentro, iniziarono a fare fuoco. Trentacinque morti tra uomini e donne. (da La vita è lotta. Storia di un comunista emiliano)
11) Attività settimanali permanenti
Ogni martedì dalle 18:30 alle 20 attività di catalogazione e archiviazione del gruppo di lavoro che si occupa della biblioteca “Elio Xerri”. Il gruppo si occupa principalmente di conservare e organizzare il patrimonio librario e archivistico del circolo attraverso attività di catalogazione e digitalizzazione (porta il tuo pc!).
Dalle 18:30 alle 20 Sportello di autodifesa digitale, solo su appuntamento. Inviare email a berneri@autistici.org spiegando le problematiche da affrontare
 
Ogni mercoledì                                 
19:00 Assemblea del Collettivo Exarchia, giovani, studenti e studentesse, precari e precarie il cui percorso vuole partire dal mondo dell’università e del lavoro. http://exarchia.indivia.net/
 
21:00 prove autogestite HardCoro de Marchi, per conferma: 3737457000
 
Ogni giovedì
21:00 Assemblea di gestione del circolo    
Ogni terzo venerdì del mese ore 21:00 laboratorio per la moneta sociale. Per contatti: 3357277140                    
 
Ogni domenica apertura della biblioteca e sala studio “Elio Xerri”, gestita dal Collettivo Exarchia http://exarchia.indivia.net/ per info https://mastodon.bida.im/@xerri
Dalle 14:00 alle 20:00
 
Tutti i progetti sono autogestiti e autorganizzati in maniera orizzontale, le decisioni sono prese collettivamente in assemblea  col metodo del consenso.
Siamo aperti alle proposte e alla partecipazione: se sei interessato/a vieni giovedì sera in assemblea, contattaci durante le altre giornate e serate di apetura, o scrivi una mail a berneri@indivia.it
 
 
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Prossimi appuntamenti e attività – 25 Febbraio 2019

Sommario: 
0) Rinnovo abbonamenti della stampa anarchica periodica: ultimi giorni
1) Dopo Torino, Trento. Contro il divide et impera: siamo tutti sovversivi!
2) Lunedì 25 febbraio dalle 18 alle 21 Spaccio popolare autogestito. Al circolo
3) Lunedì 25 febbraio ore 20:00 Mensa popolare autogestita benefit per Acca (Assemblea cittadina continua antirazzista). Al circolo
4) Venerdì 1 marzo ore 18:00 Il mistero (solubile) dello zucchero assassino, con l’autore Peppe Aiello. Al circolo
5) Venerdì 8 marzo: appello per uno sciopero dal razzismo e dai confini
6) Sabato 16 marzo ore 19:00 …che idea, morire di marzo. Reading per Francesco, Fausto e Iaio, Dax, promosso dal Coordinamento Antifascista Murri. Portico di via Mascarella. Verso il corteo del 25 aprile!
7) Attività settimanali permanenti
 
 
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0) Rinnovo abbonamenti della stampa anarchica periodica: ultimi giorni
Entro fine febbraio chi vuole abbonarsi alle riviste Umanità Nova, A Rivista Anarchica, Sicilia Libertaria, Malamente, Voce Libertaria, I giorni e le notti, ApArte può farlo al circolo nelle giornate di apertura 
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1) Dopo Torino, Trento. Contro il divide et impera: siamo tutti sovversivi!
Dopo una settimana dagli arresti di Torino e dallo sgombero dell’Asilo, il Ministero degli interni ha rinchiuso sette tra compagne e compagni in Trentino contestando loro i reati di associazione sovversiva con finalità di terrorismo (art. 270bis) e attentato per finalità terroristiche o di eversione (art. 280). 
Gli arrestati sono attivi nelle lotte contro il fascismo e il razzismo, contro le devastazioni ambientali e le frontiere, la guerra e il militarismo, le carceri e le vessazioni sui luoghi di lavoro. “Da sempre” sono in prima fila contro i soprusi del potere e non hanno certo abbassato la testa di fronte al nuovo governo fasciostellato. 
La loro unica colpa è quella di lottare per la libertà di tutti, per migliorare le condizioni di vita di tutti noi. Sono quindi stati presi in ostaggio per dare un segnale a chiunque si opponga alla montante reazione. Proprio come gli arrestati di Torino. Non a caso lo stesso 19 febbraio, giorno dell’operazione trentina, Salvini ha dichiarato guerra ai centri sociali, collegando in maniera esplicita questi arresti alla volontà di fare piazza pulita degli spazi pubblici autogestiti dal sud al nord dello stivale. Forse Salvini, che pure ha frequentato i centri sociali, ignora completamente ciò che la sua mentalità fascista e autoritaria non è mai stata in grado di recepire e tanto meno trasmettere, ossia la solidarietà e la tensione verso la giustizia sociale, elementi fondativi e caratterizzanti di tali luoghi d’aggregazione. 
La repressione contro i compagni, che mai si era fermata negli ultimi anni, si inasprirà quindi, affiancandosi a quella in atto contro i migranti e poveri. 
Gli arroganti in divisa mostrano i denti ma non ci fanno paura: solidarietà agli arrestati di Trento! 
Contro il continuo tentativo di dividerci per comandarci meglio rafforziamo le reti di solidarietà, condivisione e mutuo soccorso. 
Siamo tutti sovversivi! Libertà per tutte e tutti! 
I compagni e le compagne del circolo anarchico Berneri di Bologna 
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2) Lunedì 25 febbraio dalle 18 alle 21 Spaccio popolare autogestito. Al circolo
Lo spaccio autogestito è un progetto che nasce nel febbraio del 2016 dalla volontà di sperimentare una concezione di economia e di società diverse, in cui il fine non è il profitto ma il mutuo aiuto e il sostegno tra produttrici e coproduttrici attente a sperimentare e rendere concrete nuovi modi di fare convivialità e beni. 
Lo spaccio non è un negozio ma un luogo in cui i prodotti sono scelti dalle coproduttrici secondo i criteri dell’essenzialità e della sostenibilità economica, sociale, agricola ed ambientale; si possono trovare beni di prima necessità alimentari e non, prodotti senza sfruttamento della Terra e della Persona. 
Se con i prodotti veicoliamo un modo di concepire il cibo in maniera diversa, con le pratiche sperimentiamo modi di relazionarsi e creare reti sociali diverse, basate sui principi del mutuo aiuto, dell’autogestione e della fiducia nelle altre ed è per questo che dietro al banchetto ci sono coproduttrici che possono aiutare e spiegare il progetto senza diventare commesse; che le decisioni di cosa esporre sono prese assieme, senza tuttavia negare l’autodeterminazione di ciascuna a partecipare secondo le proprie energie e modalità; che il progetto è nato e cresce all’interno del circolo anarchico Berneri.
Allo spa non si consuma ma si sceglie, non si chiede ma si conversa, non si subisce ma si agisce.
Allo spa partiamo dal cibo per praticare logiche anticapitaliste e di autoproduzione, in cui l’economia non è profitto ma è cura reciproca, in cui non si fa mercato ma comunità.
Se vuoi sperimentare e partecipare, passa al circolo anarchico Berneri in porta S.Stefano, ci trovi tutti i lunedì dalle 18:00 alle 21:00
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3) Lunedì 25 febbraio ore 20:00 Mensa popolare autogestita benefit per per Acca (Assemblea cittadina continua antirazzista). Al circolo
Una serata di socialità e convivialità al Circolo Anarchico Berneri. Per mettere insieme pensieri ribelli, sogni e rabbie, risate e assalti al cielo.      
Dalle 20:00 alle 23:00 cena con menù a sopresa (anche vegano) e distribuzione di stampa anarchica.
La mensa utilizza prodotti di prossimità politica e geografica. La pasta e il pomodoro provengono dalla cooperativa Iris, le verdure dalla Fratta d’oro (Castel S. Pietro), la carne da La Cà (Savigno), l’olio e i cereali da diversi produttori e produttrici compagni-e, ecc. 
È autogestita perché intende abbattere la divisione tra chi la organizza e chi ne usufruisce: tutte-i possono dare una mano econtribuire in qualche modo.
È popolare perché accessibile a tutte le tasche.
Dal 2013, quando abbiamo cominciato, a oggi, gli incassi sono serviti per finanziare le attività del circolo, di gruppi e collettivi dentro e fuori Bologna, per supportare compagne-i in condizioni di necessità o nei guai con la legge a causa delle proprie attività sociali. Così continueremo.
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4) Venerdì 1 marzo ore 18:00 Il mistero (solubile) dello zucchero assassino, con l’autore Peppe Aiello. Al circolo
Sono molti i misteri che circondano il saccarosio e il tentativo di svelarli richiede una lettura della storia della nostra civiltà, del potere, dell’economi e della cultura, dell’evoluzione degli ominidi, dei cibi che l’hanno accompagnata e molto altro. Questo libro cerca di essere uno strumento utile per districarsi nel labirinto di un apparato informativo addomesticato che interesse a far sì che i lati oscuri dell’alimentazione restino tali il più a lungo possibile 
ore 18:00 Spaccio Popolare Autogestito 
ore 19:00 aperitivo autoprodottto
ore 20:30 presentazione del libro 
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5) Appello per uno sciopero dal razzismo e dai confini
L’8 marzo abbiamo convocato lo sciopero femminista globale. 
Scioperiamo perché ci ammazzano, nelle case e nelle strade; scioperiamo perché ci pagano di meno, perché ci sfruttano e ci discriminano per il colore della pelle o per la nostra origine, ma anche perché molte di noi sono lasciate annegare in mare, dopo essere state torturate in Libia, e ancora, scioperiamo perché ci negano di essere cittadine, perché ci tolgono la protezione umanitaria, perché subiamo il razzismo in tutte le sue forme.
Invitiamo tutte le realtà antirazziste, i singoli, le associazioni, le ONG, i movimenti che in questi mesi lottano quotidianamente contro la deriva xenofoba e razzista delle nostre città e per ostacolare l’applicazione della diabolica Legge Sicurezza, a SCIOPERARE con noi l’8 marzo, ad unirsi ai momenti pubblici nelle piazze, a facilitare lo sciopero delle donne, prendendo il loro posto nelle case, svolgendo le mansioni a loro attribuite nei luoghi della riproduzione sociale (per continuare a farlo anche dopo l’8 marzo), rendendo visibili e inventando pratiche di sciopero dal razzismo e dai confini. Nei luoghi di lavoro, nelle campagne del sud e del Nord, nelle periferie, nelle scuole, nelle università, nelle case, nei porti. Noi scioperiamo!
Riteniamo che la Legge Sicurezza sia un punto di non ritorno che non solo tenderà a chiudere sempre più le frontiere e a infliggere sofferenze sempre più atroci dall’altra parte del Mediterraneo, ma renderà la vita delle persone migranti, già presenti in Italia, un inferno. Controllo, repressione, spersonalizzazione, tentativo di relegare ai margini migliaia di corpi di donne e uomini. 
Vi invitiamo  l’8 marzo nelle piazze di Nudm perché  il femminismo non può che essere antirazzista, il femminismo o è liberazione di tutt**, o non è. Allo stesso modo crediamo che non vi possa essere antirazzismo quando la violenza contro le donne viene tollerata, taciuta o magari occultata, come troppo spesso accade.
Vogliamo costruire una giornata di forte affermazione di diritti e di battaglie femministe, antirazziste, solidali, che si incontrano, si interconnettono, risuonano
Invadiamo le piazze di tutto il mondo, impariamo a riconoscerci e a stringere alleanze trasversali e senza frontiere. Non una di meno!
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6) Sabato 16 marzo ore 19:00 …che idea, morire di marzo. Reading per Francesco, Fausto e Iaio, Dax, promosso dal Coordinamento Antifascista Murri. Portico di via Mascarella. Iniziativa verso il corteo del 25 aprile!
“Non andrà persa la memoria 
di questi compagni 
e di quei giorni della rabbia e del dolore.
Non ci sarà nessuna pace
fino a quando non ci sarà giustizia”
(18 marzo 1992 – centro sociale Leoncavallo)
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7) Attività settimanali permanenti
Ogni martedì dalle 18:30 alle 20 attività di catalogazione e archiviazione del gruppo di lavoro che si occupa della biblioteca “Elio Xerri”. Il gruppo si occupa principalmente di conservare e organizzare il patrimonio librario e archivistico del circolo attraverso attività di catalogazione e digitalizzazione (porta il tuo pc!).
Dalle 18:30 alle 20 Sportello di autodifesa digitale, solo su appuntamento. Inviare email a berneri@autistici.org spiegando le problematiche da affrontare
 
Ogni mercoledì                                 
19:00 Assemblea del Collettivo Exarchia, giovani, studenti e studentesse, precari e precarie il cui percorso vuole partire dal mondo dell’università e del lavoro. http://exarchia.indivia.net/
 
21:00 prove autogestite HardCoro de Marchi, per conferma: 3737457000
 
Ogni giovedì
21:00 Assemblea di gestione del circolo    
Ogni terzo venerdì del mese ore 21:00 laboratorio per la moneta sociale. Per contatti: 3357277140                    
 
Ogni domenica apertura della biblioteca e sala studio “Elio Xerri”, gestita dal Collettivo Exarchia http://exarchia.indivia.net/ per info https://mastodon.bida.im/@xerri
Dalle 12:00 alle 20:00
 
Tutti i progetti sono autogestiti e autorganizzati in maniera orizzontale, le decisioni sono prese collettivamente in assemblea  col metodo del consenso.
Siamo aperti alle proposte e alla partecipazione: se sei interessato/a vieni giovedì sera in assemblea, contattaci durante le altre giornate e serate di apetura, o scrivi una mail a berneri@indivia.it
 
 
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Venerdì 1 marzo ore 18:00 Il mistero (solubile) dello zucchero assassino, con l’autore Peppe Aiello. Al circolo

Sono molti i misteri che circondano il saccarosio e il tentativo di svelarli richiede una lettura della storia della nostra civiltà, del potere, dell’economi e della cultura, dell’evoluzione degli ominidi, dei cibi che l’hanno accompagnata e molto altro. Questo libro cerca di essere uno strumento utile per districarsi nel labirinto di un apparato informativo addomesticato che interesse a far sì che i lati oscuri dell’alimentazione restino tali il più a lungo possibile 
ore 18:00 Spaccio Popolare Autogestito 
ore 19:00 aperitivo autoprodottto
ore 20:30 presentazione del libro 
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Domenica 24 febbraio ore 13:00 @ camere d’aria (via Guelfa 40/4) – secondo appuntamento con i beni comuni

Pranzo con le zuppe del XII gran festival internazionale della zuppa; verranno presentati il programma e la filosofia che lo ha animato in tutti questi anni. A seguire discussione sui beni comuni e sulle esperienze locali in fase di sperimentazione.
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Mercoledì 20 febbraio dalle ore 14:00 @XM24 (via Fiorevanti 24) riders vs delivery app. Organizzano il collettivo Exarchia e Ampio Raggio

Ore 14:00 riparazione biciclette con la Ciclofficina Popolare AmpioRaggio, ore 16:00 dibattito.
Il mondo delle consegne a domicilio è da anni dominato da piattaforme come Deliveroo, Foodora, JustEat, e mentre i profitti delle aziende si moltiplicano a vista d’occhio i/le rider hanno conosciuto soltanto incidenti e morti sul lavoro, minacce nei casi di sciopero e finta flessibilità, pagamenti a cottimo e ‘salari’ da paghetta. Governi e sindacati, dopo aver preparato il terreno fertile per le aziende distruggendo diritti che sembravano ormai consolidati, cercano consensi fingendo interesse per le richieste dei/lle rider.
Non è cambiato niente: i nostri diritti continuano a non esistere, e noi continuiamo ad essere solo “sportivi/e” con l’hobbie delle consegne, anziché lavoratori/trici.
Ma ovunque ci si sta organizzando per resistere allo sfruttamento!
Un mese fa nel processo contro l’azienda Foodora il lavoro dei/lle rider è stato riconosciuto come lavoro subordinato anziché autonomo, una (parziale) vittoria che deve essere portata avanti per poter fermare il processo di distruzione dei diritti dei lavoratori. Giulia Druetta, avvocata dei/le rider, ci parlerà delle strategie adottate nel processo contro Foodora a Torino, a partire dai suoi spunti e dalle nostre esperienze cerchiamo delle risposte concrete per resistere e organizzarci.
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Sabato 9 febbraio ore 16:00 – Foibe e confine orientale. Con Viola Santi, a cura del coordinamento antifascista Murri. Al circolo

Foibe e confine orientale
Analisi di una strumentalizzazione politica
In occasione della Giornata del Ricordo assistiamo ogni anno a squallide iniziative e a interventi sulla “questione delle foibe” che manifestano posizioni strumentali e prive di ogni fondamento storico su quella che fu l’occupazione nazifascista della Jugoslavia.
Crediamo che solo una verità integrale permetta di dare una risposta culturale e politica determinata, basata sui fatti della storia e sulla realtà, contro le menzogne e le falsità di forze reazionarie funzionali allo sdoganamento politico e ideologico delle attuali organizzazioni fasciste e dell’estrema destra.
Proiezione del documentario Fascist Legacy e dibattito con VIOLA SANTI, ricercatrice storica
murri@inventati.org
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Venerdì 8 febbraio ore 18:00 CineSpaccio Popolare Autogestito. Al circolo

Un viaggio cinematografico nel mondo dell’agricoltura e dell’industria del cibo, del sistema finanziario e della crisi globale
uno spazio di scambio e di convivialità, di critica sociale e di immaginazione, un banchetto di degustazioni, dal sapore Genuino Clandestino, in compagnia dei produttori dello Spaccio Popolare Autogestito
Prossime proiezioni:
Venerdì 8 febbraio, ore 18: Food Inc., Robert Kenner, 2008
Venerdì 22 febbraio, ore 18: Still recording, Saeed Al Batal e Ghiath Ayoub, 2018
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Prossimi appuntamenti e attività – 6 Febbraio 2019

 Sommario: 
0) Rinnovo abbonamenti della stampa anarchica periodica
1) Venerdì 8 febbraio ore 18:00 CineSpaccio Popolare Autogestito. Al circolo
2) Sabato 9 febbraio ore 16:00 Foibe e confine orientale. Con Viola Santi, a cura del coordinamento antifascista Murri. Al circolo
3) Attività settimanali permanenti
 
 
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0) Rinnovo abbonamenti della stampa anarchica periodica
Entro fine febbraio chi vuole abbonarsi alle riviste Umanità Nova, A Rivista Anarchica, Sicilia Libertaria, Malamente, Voce Libertaria, I giorni e le notti, ApArte può farlo al circolo nelle giornate di apertura 
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1) Venerdì 8 febbraio ore 18:00 CineSpaccio Popolare Autogestito. Al circolo 
Un viaggio cinematografico nel mondo dell’agricoltura e dell’industria del cibo, del sistema finanziario e della crisi globale
uno spazio di scambio e di convivialità, di critica sociale e di immaginazione, un banchetto di degustazioni, dal sapore Genuino Clandestino, in compagnia dei produttori dello Spaccio Popolare Autogestito
Prossime proiezioni:
Venerdì 8 febbraio, ore 18: Food Inc., Robert Kenner, 2008
Venerdì 22 febbraio, ore 18: Still recording, Saeed Al Batal e Ghiath Ayoub, 2018
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2)Sabato 9 febbraio ore 16:00 Foibe e confine orientale. Con Viola Santi, a cura del coordinamento antifascista Murri. Al circolo                               
Foibe e confine orientale
Analisi di una strumentalizzazione politica
In occasione della Giornata del Ricordo assistiamo ogni anno a squallide iniziative e a interventi sulla “questione delle foibe” che manifestano posizioni strumentali e prive di ogni fondamento storico su quella che fu l’occupazione nazifascista della Jugoslavia.
Crediamo che solo una verità integrale permetta di dare una risposta culturale e politica determinata, basata sui fatti della storia e sulla realtà, contro le menzogne e le falsità di forze reazionarie funzionali allo sdoganamento politico e ideologico delle attuali organizzazioni fasciste e dell’estrema destra.
Proiezione del documentario Fascist Legacy e dibattito con VIOLA SANTI, ricercatrice storica
murri@inventati.org
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3) Attività settimanali permanenti
Ogni martedì dalle 18:30 alle 20 attività di catalogazione e archiviazione del gruppo di lavoro che si occupa della biblioteca “Elio Xerri”. Il gruppo si occupa principalmente di conservare e organizzare il patrimonio librario e archivistico del circolo attraverso attività di catalogazione e digitalizzazione (porta il tuo pc!).
Dalle 18:30 alle 20 Sportello di autodifesa digitale, solo su appuntamento. Inviare email a berneri@autistici.org spiegando le problematiche da affrontare
 
Ogni mercoledì                                 
19:00 Assemblea del Collettivo Exarchia, giovani, studenti e studentesse, precari e precarie il cui percorso vuole partire dal mondo dell’università e del lavoro. http://exarchia.indivia.net/
 
21:00 prove autogestite HardCoro de Marchi, per conferma: 3737457000
 
Ogni giovedì
21:00 Assemblea di gestione del circolo    
Ogni terzo venerdì del mese ore 21:00 laboratorio per la moneta sociale. Per contatti: 3357277140                    
 
Ogni domenica apertura della biblioteca e sala studio “Elio Xerri”, gestita dal Collettivo Exarchia http://exarchia.indivia.net/ per info https://mastodon.bida.im/@xerri
Dalle 12:00 alle 20:00
 
Tutti i progetti sono autogestiti e autorganizzati in maniera orizzontale, le decisioni sono prese collettivamente in assemblea  col metodo del consenso.
Siamo aperti alle proposte e alla partecipazione: se sei interessato/a vieni giovedì sera in assemblea, contattaci durante le altre giornate e serate di apetura, o scrivi una mail a berneri@indivia.it
 
 
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Lunedì 4 febbraio, ore 20 – Cena benefit per il Comitato Abitanti Giambellino-Lorenteggio (Milano)

La prossima Mensa Popolare Autogestita del Circolo Anarchico C. Berneri sarà dedicata al benefit per i/le compagn* arrestat* del Comitato Abitanti Giambellino-Lorenteggio di Milano.

Il Comitato di lotta per la casa del quartiere Giambellino è stato colpito recentemente da un’ondata repressiva – determinata dai processi di riqualificazione e gentrificazione in atto nella zona – che ha portato agli arresti domiciliari nove compagnx del Comitato, con l’assurda accusa di associazione a delinquere legata alle occupazioni di case. In risposta, il Comitato ha lanciato la campagna Siamo tutti Robin Hood | #IoMiAssocio: http://siamotuttirobinhood.it/

Qui il comunicato del Comitato del Giambellino: http://siamotuttirobinhood.it/contributo/

Qui sotto condividiamo integralmente un’analisi condivisa dal Comitato sulla situazione al Giambellino e a Milano in generale: https://bit.ly/2BesP5a

Per ogni Robin Hood c’è uno sceriffo di Nottingham

Triste e breve storia di una storica pagliacciata giornalistica

I giornalisti stanno tutti lì fuori pronti a filmare l’uscita delle pattuglie dei carabinieri in fila indiana, che si dirigono al quartiere Giambellino con i valorosi 180 uomini che smantelleranno il pericoloso Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio, colpevole di aver creato una struttura solidale per impedire gli abusi che da anni si perpetuano in quartiere da parte della polizia e delle istituzioni. Un’intercettazione in cui una ragazza parla con un’abitante del quartiere, che chiama per chiedere aiuto perché “la polizia gli è entrata in casa”. L’accusa infame di racket delle occupazioni. Così è cominciata la giornata di giovedì. Dopo quasi 4 anni di intercettazioni e pedinamenti, la procura di Milano e i Ros presentano la loro “inchiesta-capolavoro”: una pagliacciata mai vista prima.
Occupavano case per creare consensi”

I carabinieri organizzano un circo, facendosi filmare mentre escono dalla caserma Montello. Fanno una conferenza stampa per presentare l’operazione: difendono la decennale cattiva gestione di Aler e dello Stato nelle periferie e poi accusano il Comitato di quartiere di realizzare azioni politiche per cercare consenso sociale.

La creazione di consenso è uno degli obiettivi alla base di qualsiasi organizzazione politica. Un esempio sono i politici che fanno campagna elettorale: ci ricordiamo di Salvini e di Sala, ai tempi in cui cercavano consensi in Giambellino distribuendo promesse e menzogne per racimolare qualche voto?

Ogni azione del Comitato è volta alla costruzione di organizzazione popolare dal basso; è quest’organizzazione che ha permesso di creare strutture solidali insieme agli abitanti del quartiere. Dietro questo organizzarsi non esistono interessi privati, ma la volontà collettiva di migliorare la nostra vita e quella dei nostri vicini. Il comitato vuole ricostruire un tessuto sociale distrutto, costruire soluzioni all’apatia, all’abbandono e alla solitudine: tre caratteristiche dei sobborghi popolari provocate dallo stesso Stato che oggi ci attacca. Insomma, creare consenso sociale non costituisce nessun reato.

Sostituendosi di fatto alle istituzioni incaricate per legge di assegnare le case popolari, hanno mietuto consensi da parte di quella fetta di popolazione indigente che, alle prese con una irrisolta crescente richiesta abitativa, ha ritenuto più conveniente rinunciare alle vie lecite e agire illegalmente per il tramite appunto del «Comitato», che a titolo di riconoscenza pretendeva partecipazione alle proprie assemblee e una quota mensile di 10 Euro”

Partiamo da una premessa: ci sono più di 10.000 case vuote a Milano e più di 20.000 famiglie che aspettano da anni di avere un tetto sopra la testa. Il comitato del Giambelllino non lavora per Aler né per Metropolitane Milanesi, il suo compito non è quello di assegnare le case; il compito spetta a queste due aziende, che preferiscono però lasciare le case vuote per specularci su. Sono loro i responsabili delle assegnazioni e i colpevoli dell’emergenza abitativa.

Il Comitato, con la lotta e la solidarietà, ha riempito/occupato quegli spazi che Aler, Comune e la (non) politica abitativa di Milano hanno lasciato vuoti. Spazi che siccome abbandonati si riempiono di persone che non hanno casa. Non dobbiamo dimenticare che il destino dell’edilizia pubblica è la privatizzazione, e quindi lasciare una casa vuota per anni ha come fine esclusivo l’aumento del suo prezzo nel mercato immobiliare. La Regione ha anche promulgato una legge per normalizzare questo crimine: perché privatizzare l’edilizia pubblica è, questo sì, un crimine.

L’organizzazione dal basso a Milano e in tutta Italia ha dato una soluzione abitativa a migliaia di famiglie, ha dato tranquillità e felicità a tanti bambini e tante bambine che hanno potuto e possono in questo modo vivere con dignità, invece di finire ad aspettare una casa che non arriverà mai, perché lo Stato, insieme a chi gestisce le case popolari, queste case ha deciso di non assegnarle, ma di speculare sul bisogno primario all’abitare.

Se una famiglia occupa una casa vuota, quando né Aler né MM si prendono la briga di assegnarla, chi è che commette un crimine: chi trova delle soluzioni attraverso l’auto-organizzazione o chi non fa il suo lavoro?

Chi decide di non rispettare le graduatorie?

Chi è che non rispetta il diritto di avere una casa delle famiglie che da anni sono inserite in graduatoria?

Insomma, viene da chiedersi: chi sono i veri criminali?

Le principali testate giornalistiche d’Italia hanno parlato di racket delle occupazioni. Hanno mentito sapendo di mentire, al servizio di un titolone scandalistico. Lo stesso procuratore Alberto Nobile l’ha sottolineato nella conferenza stampa. Ma più che fare inchiesta sui reati, il loro obiettivo è quello di infamare la lotta degli abitanti del Giambellino. Se questi ultimi non traggono profitto nell’occupare delle case, allora perché lo fanno? I borghesi, lo Stato e le Istituzioni non riescono proprio a concepire il fatto che delle persone si aiutino a vicenda senza la mediazione dei soldi.

E allora, a cosa servivano questi 10 Euro?

Il Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio non solo sosteneva le occupazioni di chi non aveva un tetto sopra la testa, ma faceva un lavoro sociale molto importante nel territorio. Un doposcuola per i bambini, una squadra di calcio, uno sportello di ascolto per abitanti in difficoltà, una mensa popolare dove si poteva mangiare spendendo molto poco. In passato esistevano anche un ambulatorio medico e una palestra popolare, sgomberata e distrutta dalle “forze dell’ordine” appena finita di costruire. Tutte attività che si autofinanziavano con il contributo degli abitanti del quartiere, con pranzi, cene e feste. L’obiettivo del Comitato è quello di creare reti di solidarietà che permettano agli abitanti e alle abitanti di vivere bene, come ogni essere umano merita di vivere. Per realizzare tutte queste attività, gli abitanti del quartiere si riunivano in assemblea prendendo delle decisioni in modo orizzontale.

Ci dispiace, ma non siamo pagati come lo sono il PM Piero Basilone e il procuratore Alberto Nobile per fare crociate, crociate contro chi denuncia e si organizza per dare dignità a un territorio abbandonato; o come Andrea Galli, giornalista sensazionalistico, che il giorno dopo l’operazione ha minuziosamente diffamato i 9 arrestati appoggiando l’assurdo castello accusatorio dei carabinieri con un bel condimento di dettagli personali inesatti e sbrigativi. Non dimentichiamo che questi personaggi sono gli stessi che hanno coperto le porcherie che hanno accompagnato l’organizzazione di Expo 2015.

Lottare a fianco dei meno fortunati per noi è sempre stato un dovere politico, etico e morale.

Non ci sono stati movimento di denaro, nessuno ha guadagnato soldi, ma non ci si può sostituire allo Stato”.

E’ ridicolo: davanti al disastro della gestione immobiliare di Aler non abbiamo mai visto un’operazione mediatica preparata per 4 anni col fine di arrestare e denunciare pubblicamente i dirigenti colpevoli dell’azienda. Non l’abbiamo vista e non la vedremo mai.

Mentre giovedì sbandieravano d’aver sgomberato otto case, hanno preferito metterle sotto sequestro preventivo piuttosto che assegnarle; evidentemente il loro interesse non era quello di ripristinare la legalità e “restituire” le case a chi è in graduatoria, come hanno affermato. Ma questo, noi, lo abbiamo toccato con mano per anni.

Non importa se non hai un lavoro, se non hai niente da mangiare, se dormi sotto un ponte. L’unico che può prendere decisioni sulla tua vita è lo Stato e le sue strutture, con i loro tempi eterni che devono essere per forza rispettati. Che a nessuno venga in mente di organizzarsi per trovare soluzioni collettive! Allora sì che lo Stato si fa vedere.

La verità di fondo, e la principale motivazione politica di quest’operazione, è che hanno paura della popolazione che si organizza. Devono difendere i propri privilegi e non possono permettere che qualcuno si organizzi per denunciare l’assenza dello Stato, per trovare delle soluzioni che loro hanno deciso di non trovare. Perché per lo Stato, se sei troppo povero, meriti di stare in mezzo a una strada.

Come abbiamo sempre detto, lo Stato nei quartieri popolari esiste solo sotto forma di vari aspiranti sindaci che vi fanno passerella in campagna elettorale, o sotto forma del poliziotto durante gli sgomberi. Non si può sostituire qualcosa che non c’è, ma si possono sperimentare forme collettive di resistenza all’abbandono e alla violenza dello Stato.

Centro sociale Base di Solidarietà Popolare”

Non esiste una divisione tra i/le militanti del Comitato Abitanti Giambellino-Lorenteggio e il quartiere, ma delle forme di vita che vivono su uno stesso territorio e che interagiscono per migliorare la vita di tutte e tutti. Abbiamo sperimentato in prima persona le difficoltà che si incontrano sempre quando si tratta di compiere un lavoro politico e sociale nelle periferie milanesi. Abbiamo visto l’odio dei deboli contro chi è ancora più debole, abbiamo visto stranieri candidarsi con CasaPound: abbiamo comunque deciso di vivere in mezzo a queste contraddizioni perché fanno parte del mondo che abitiamo e che vogliamo cambiare.

Per questo motivo nel Giambellino non è mai esistito un centro sociale, bensì una Base di Solidarietà Popolare. Nonostante lo spazio sia stato sgomberato, il nome sarà ricordato dalla gente del quartiere. Una Base di Solidarietà dove ci si riuniva per parlare di come migliorare la propria vita, insieme: lì dentro, ogni venerdì, si teneva il doposcuola per i bimbi e le bimbe delle scuole circostanti; e il corso d’italiano per stranieri, la mensa popolare, e ci si organizzavano cene e pranzi per finanziare la lotta collettiva o per sostenere le famiglie in difficoltà. Uno strumento, un’infrastruttura collettiva inserita nella produzione della vita del quartiere.

Non abbiamo niente contro i centri sociali. Sono luoghi che resistono, creano socialità, dibattito e forniscono mezzi materiali alle lotte che attraversano la penisola: semplicemente, crediamo che la Base fosse qualcosa d’altro.

Lo “studente di filosofia”

Per lo Stato è inconcepibile che uno studente modello, come lo hanno chiamato i giornali, viva in una casa occupata e sia membro di un comitato di lotta popolare. Perché questo strano soggetto, invece di occupare case, non partecipa a qualche “Career Day” universitario e non distribuisce curriculum per multinazionali come la Nestlè o la Monsanto?

Questo governo dovrebbe ricordare che negli ultimi mesi migliaia di studenti di qualunque facoltà sono scesi in piazza contro le politiche razziste e criminali che ha promulgato. I giovani sono e saranno sempre il maggior pericolo per coloro che “stanno in alto”, e sempre esisteranno, cari signori, soggettività non conformi che si schiereranno contro la vostra sete di potere e che decideranno di stare con i più deboli.

Andrea Galli, giornalista del Corriere della Sera, è andato molto oltre, tentando goffamente di “romanticizzare” con il suo linguaggio povero e parecchio subdolo l’arresto di Nic, parlando dei libri che c’erano a casa sua. Ci sarà forse rimasto male per il fatto che, tra i libri del “filosofo laureato col massimo dei voti”, non ci fosse il proprio, dal loquace titolo “Carabinieri per la libertà”? Parla inoltre di pericolose derive: quello che è chiaro è che chi ha preso una pericolosa deriva di leccapiedi degli scranni alti in tutta questa storia è soltanto lui, il buon vecchio Galli. Giornalismo becero da quattro soldi, riflesso di un paese sull’orlo del baratro.

L’ “associazione a delinquere”

Che a Milano ci sia un problema nella gestione dell’edilizia popolare, e che Aler sia un’azienda per la quale la trasparenza mai ha costituito una priorità, lo sanno tutti. Non a caso ogni campagna elettorale è sempre caratterizzata da promesse riguardo una nuova e più oculata gestione delle case popolari, garantendo la fine dell’ondata di polemiche su questo delicato argomento.

Nel 2014, Giuliano Pisapia insieme ai vertici di Aler e della questura ha dichiarato guerra alle occupazioni. Hanno cercato di presentare gli occupanti come il problema, quando migliaia di case continuavano ad essere vuote e migliaia di famiglie rimanevano in lista d’attesa. L’operazione fallì perché i quartieri popolari di Milano si organizzarono, si sollevarono e misero tanta pressione che riuscirono a fare cambiare idea all’amministrazione. La lotta e l’organizzazione dal basso hanno sempre pagato.

Nel 2015, Expo: alla vigilia del grande evento del “magna magna” una decina di case furono sgomberate in Giambellino, compresa la Base di Solidarietà Popolare. Il Comitato fu preso di mira e attaccato mediaticamente. L’intento del Comune fallì anche in questo caso grazie al lavoro sul territorio compiuto in precedenza dal Comitato, che invece lì era presente tutti i giorni.

Dopo il fallimento, il Comune ha deciso di recuperare il terreno perduto dando il via ai lavori per la metropolitana, provocando non pochi problemi agli abitanti del quartiere. Si è iniziato, al contempo, a parlare del piano di riqualificazione per il Giambellino, adescando perfino il famoso architetto Renzo Piano, il quale si limitò a presentare un “kit fai-da-te” per “rammendare” i problemi del quartiere: due giornatine in piazza per una distribuzione opuscoli e un’elegante pedana di legno accanto al mercato per racimolare i fondi dell’Unione Europea che avrebbero messo la parola fine all’emergenza abitativa e sociale.

Poco dopo alle nuove elezioni, il protagonista indiscusso è stato senza dubbio Giuseppe Sala, Mr. Expo. Quando si presentò in quartiere fu subito contestato, perché il quartiere non dimenticava gli appalti truccati e i casi di corruzione nell’organizzazione di Expo 2015. Anche lui, usando come sponda una serie di associazioni locali, dichiarò che le periferie sarebbero state la sua ossessione.

Bene, sono passati due anni da quando Sala ha vinto le elezioni e ancora le case continuano ad essere vuote. Di conseguenza, le famiglie in difficoltà continuano ad occupare.

Lo scandalo maggiore riguarda però il ritardo della riqualificazione. Un intero caseggiato è stato abbattuto e tanti appartamenti di via Lorenteggio 181 sono stati svuotati, un civico fatiscente che nell’ultima settimana – tra l’altro – è stato colpito da tre incendi. Ora i lavori di riqualificazione sono a rischio: esiste un concreto pericolo di carattere ambientale. Caso vuole, infatti, che ad Aler e alle istituzioni preposte non sia mai venuto in mente di effettuare i dovuti controlli prima di cominciare i lavori, sebbene a fronte di una riconversione degli spazi così tanto declamata. Un ritardo che mette a repentaglio il progetto, in un quartiere che ormai è diventato un cantiere a cielo aperto. Inoltre, per quanto sia stato esplicitamente chiesto, mai è stato chiarito chi sarebbe andato a vivere nelle nuove case, e se questo piano di riqualificazione avrebbe contribuito a migliorare la vita degli abitanti del quartiere o a cambiarne piuttosto la composizione sociale, costringendo un’intera fetta di popolazione, più povera e poco attraente, a spostarsi ancora più in periferia.

Parecchie volte Aler è finita nel mirino giudiziario a causa delle sue relazioni con l’ex presidente della Regione Formigoni e il sistema di scatole cinesi ciellino chiamato Compagnia delle Opere. Gare d’appalti truccate per milioni d’euro, tutti pescati – manco a dirlo – dai fondi destinati all’edilizia pubblica, investimenti (sconsiderati) di soldi pubblici in Libia e sopratutto il decennale disastro nella gestione delle abitazioni popolari che ha provocato un buco nel bilancio dell’azienda di mezzo miliardo di Euro.

Davanti a una gestione tanto corrotta, portata avanti sulla pelle e la sofferenza di migliaia di famiglie, lo Stato trova la sua unica soluzione nel reprimere chi denuncia i problemi e, in mezzo al vuoto politico, cerca di costruire delle risposte per ridare amor proprio a un quartiere usato per fini politici ed economici dalla destra, dalla sinistra e dai grandi speculatori.

Nel Comitato Abitanti Giambellino Lorenteggio non ci sono responsabili, promotori e partecipanti, ma una forza collettiva che si organizza e prende decisioni orizzontalmente.

L’unica associazione a delinquere è quella tra Aler, i suoi dirigenti corrotti, i rappresentati delle istituzioni che hanno lucrato per decenni sull’emergenza abitativa e gli imprenditori che speculano sulla miseria. Di promesse mai mantenute ne abbiamo viste tante: le conseguenze di questo disastro organizzato e premeditato non le subiscono certo i magistrati che oggi ordinano l’arresto di 9 persone coraggiose che hanno deciso di lottare per la giustizia sociale, né tanto meno le istituzioni che in Giambellino, lo ripetiamo ancora, non esistono.

A questo punto, viene spontaneo chiedersi: chi sono gli ipocriti?

Non solo occupazioni

Legalità e giustizia non sono la stessa cosa. Nella storia dell’umanità si sono commesse le peggiori atrocità in nome della legge, proposta e legittimata dagli stessi criminali. La legge non è altro che la cristallizzazione dei rapporti di forza esistenti. Quando le leggi non garantiscono la felicità delle persone e non vanno verso un senso di giustizia sociale è giusto infrangere queste leggi, per ristabilire la giustizia che ci viene negata. Abbiamo visto come hanno trattato il sindaco di Riace, che ha fatto del bene salvando delle vite e integrando centinaia di migranti nella comunità, anche se per farlo ha dovuto andare contro le leggi di uno Stato meschino e sempre più razzista.

Ma in Giambellino non ci sono solo occupazioni. Tutti i progetti collettivi nati negli anni e portati avanti da abitanti e solidali sono progetti che hanno dato vivacità ad un luogo che rischiava di rimanere un non-luogo.

Siamo ciò che facciamo e non ci vergogniamo di niente, al contrario: ne siamo fieri. Il Giambellino, nonostante sia un quartiere difficile e con tanti problemi, è la dimostrazione che quando le persone si uniscono possono davvero cambiare le cose, possono opporsi alla violenza e all’indifferenza dello Stato, denunciando si, ma sopratutto costruendo insieme il mondo che vogliono vivere, riprendendosi la felicità negata, superando insieme le paure e le avversità.

Lo abbiamo fatto insieme e ora siamo forti: è questo il vero motivo per cui ci hanno attaccato. Hanno paura che sempre più persone si organizzino e si ribellino contro le – loro – ingiustizie. Hanno paura di perdere potere su di noi, di non poter più lucrare sulle nostre vite, perché noi ci riprendiamo ciò che per anni ci hanno tolto. Fanno bene ad avere paura, perché così come loro prendono parte e si organizzano per farci del male, ogni giorno più persone cominciano ad organizzarsi e prendono parte alla lotta di classe.

Il Giambellino ha cominciato da tempo e non ha intenzione di fermarsi.

Lunga vita ai Robin Hood del Comitato Abitanti Giambellino-Lorenteggio!

Libertà per i/le arrestat*!

Comitato Abitanti Giambellino-Lorenteggio

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Sabato 2 febbraio dalle 21:30 festa dell’Associazione di mutuo soccorso a XM24

Festa benefit rap+trash 
Torniamo con gioia in Bolognina, a Xm24, solidali con la resistenza alle reiterate minacce di sgombero, per una nuova serata a sostegno dell’Associazione, come sempre impegnata ad aiutare chi, attivo nelle lotte sociali, viene perseguito da istituzioni selettive e discrezionali poste dall’ordinamento a garanzia di sé stesso, per natura inclini a fare del dissenso un crimine. 
dalle 21.30 
djset rap/soul/funk con dj trycatch 
rap SDP Crew – Socio e Og Wondo – No Fang 
dalle 23.00 
trash Cassonetto Crew