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Seminario: Anarchismo o politica? venerdì 13 gennaio ore 20:00

Un primo appuntamento per ragionare su temi di fondo, teorici ma che ci aiutino anche nella pratica, al di là delle attività contingenti di lotta in cui siamo impegnati. Dopo il necessario aperitivo, ci saranno due relazioni introduttive e a seguire dibattito. Il tema è quello del rapporto tra anarchismo e politica e saranno presentate tesi diverse con al centro riflessioni su: anarchismo, questione sociale, possibili significati del termine politica, percorsi di lotta e autogestione, democrazia diretta. Tutti i compagni e le compagne sono invitati a partecipare.  

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Lunedì 12 dicembre ore 16 piazza Verdi – Arriva F.I.Co., piovono vermi. Corteo Cittadino!

Arriva F.I.Co., piovono vermi. Corteo Cittadino! Lunedì 12 dicembre 
Dalle 16 in Piazza Verdi merenda sociale; dalle 17,30 corteo, che terminerà al mercato contadino di CampiAperti – Associazione per la Sovranità Alimentare in piazza Scaravilli. A seguire, dalle 20:00, Mensa e spaccio popolari e autogestiti al circolo 
Il 12 dicembre Oscar Farinetti sarà in città per rilanciare il progetto F.I.CO (Fabbrica Italiana COntadina, o meglio Eataly World), accompagnato da tutte le istituzioni cittadine.
Di rientro da New York insieme al sindaco Merola, incontra nell’aula di S.Lucia le altre figure che compongono il governo di questa città (dal rettore Ubertini al presidente della regione Bonaccini, da Ratti direttore del “Senseable city lab”, all’immancabile Andrea Segré) per presentare una grande e dannosa opera in pianta stabile.
Nella città vetrina, che a dicembre ancora di più si addobba e si esibisce, non poteva mancare, a chiusura del triste ritorno del Motor Show, l’ennesima pagliacciata di un prestigiatore d’eccellenza, patron di Eataly nonché futuro sovrano della Disneyland del cibo.
Ma andiamo a vedere cosa c’è dietro le quinte, su cosa si regge questo show.
Che cos’è Eataly?
L’impero di Oscar Farinetti, braccio destro dell’attuale governo Renzi, nonché nuovo volto del capitalismo verde e simpatico (come dice di “dover” essere), ma anche avanguardia nello sfruttamento padronale e sperimentatore di modelli di flessibilità avanzata. I suoi negozi possono essere considerati veri e propri laboratori per il Jobs Act. Dopo aver accumulato ricchezze e conoscenze “giuste” vendendo televisori, nel 2007 scopre il business del cibo – grazie anche all’alleanza che stringe Coop, socia al 40% – e stringe un patto di ferro con il Pd, che gli offre spazi nelle città da rinfiocchettare. Da qui, un percorso in discesa e privo di ostacoli, fatto di complessi regalati, letteralmente, appalti vinti senza gara e la leadership di Expo 2015, lo incorona nuova figura di riferimento della sinistra buona, attenta alla salute e soprattutto ai proventi del made in Italy. Ad oggi, Eataly conta oltre 40 punti vendita in tre continenti (dal Brasile agli Stati Uniti, dalla Turchia al Giappone), su alcune crociere e perfino negli autogrill, alla faccia del km0 e dell’agricoltura di piccola scala. Ma quindi cosa vende Eataly? Soprattutto marketing, narrazione: da scaltro imprenditore, interpreta e monetizza le spinte ecologiste dei primi anni 2000, ciò che ne esce è un prodotto impacchettato, ben definito, rigorosamente verde, ma tanto standardizzato quanto di
lusso. I negozi di Eataly sono vere e proprie cittadelle, templi del consumo di cibo, ma soprattutto luoghi in cui la soggettività viene educata. Chi entra dentro Eataly è di fatto immerso nel processo di creazione collettiva di significati spendibili, di comunità di buoni, belli e giusti. Ma in fin dei conti, cosa conta dentro Eataly? I conti. Questa narrazione ha un prezzo: quello altissimo dei prodotti, quello bassissimo del lavoro. Il modello Eataly funziona grazie allo sfruttamento dei lavoratori e delle lavoratrici, che più volte hanno scioperato contro le condizioni loro imposte.
Ancora Eataly, azienda multinazionale che spera oggi di quotarsi in borsa, ci racconta la favola del buon contadino e del capitalismo
giusto, smettiamo di credergli.
Che cos’è Fico?
La nuova trovata commerciale di Eataly, ed una grande opera in pianta stabile costruita sul territorio bolognese, portando nuovo cemento nella periferia della città, in un ambiente già inquinato. La chiamano Disnyland del cibo ma sarà l’ennesima giostra di devastazione ambientale, sfruttamento del lavoro e speculazione immobiliare. Farinetti e Merola vanno fino negli Stati Uniti per raccontare questa meraviglia. A detta egli stessi personaggi Fico avrebbe dovuto essere – ma non hanno fatto a tempo – il prosieguo in pianta stabile di Expo. E dopo il disastro di Expo, anche solo nei numeri di quanto è costato, dei buchi che ha lasciato, della devastazione del territorio che ha comportato, l’Expo del lavoro gratuito e precarizzato, l’Expo degli scandali e della corruzione, senza nemmeno dover entrare nei contenuti di quello che è stato Expo 2015, il Pd vorrebbe riprovarci.
Il 1 dicembre ci siamo incontrati in tante e tanti in un’assemblea pubblica a xm24, ora facciamo in modo di essere ancora di più a trovarci in piazza Verdi per contestare i figuri che si trovano nell’aula S.Lucia, per mettere in campo la nostra concreta alternativa al loro modello di città fatto di sfruttamento, precarizzazione e speculazione. 
Rete Eat The Rich
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Mercoledì 14 dicembre 2016 ore 20 – Togliamo ogni spazio ai fascisti!

 Mercoledì 14 Dicembre // h 20 // C. Anarchico Berneri (Porta S. Stefano 1a)

Come agiscono e si(ri)organizzano le destre a Bologna?

Dalle notizie diattività neofasciste all’Ex-consorzio agrario alle croci celtichein periferia, dopo la chiusura di Casapound la galassia della destraestrema ha cercato di ricostituirsi, con nuovi attori che entrano ingioco e tentativi di accaparrarsi luoghi di aggregazione e spazi incui crescere.

Vorremmo aprire un momento di discussione esocialità (con aperitivo benefit), dove condividere le informazioni,le analisi e le valutazioni su come, anche nella nostra città, ifascisti non stiano a guardare ma cerchino punti deboli in cuiinfilarsi, a partire dai casi di Via de Maria, danneggiamenti amonumenti partigiani ed uscite pubbliche negli ultimi tempi .

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Venerdì 2 dicembre 2016 ore 20 al Circolo Anarchico Berneri (Porta Santo Stefano 1, Bologna) aperitivo e presentazione dell’opuscolo con gli/le autori/trici.
Approfittando della crisi sociale ed economica e del riflusso dei movimenti, le destre – dichiaratamente o meno – fasciste hanno guadagnato velocemente terreno, arrivando a controllare intere regioni, e grazie alla connivenza delle istituzioni, stanno mettendo in atto vere e proprie strategie di penetrazione nei territori tradizionalmente antifascisti.
Questi tentativi di lungo respiro sono oggi possibili perché i movimenti sociali hanno lasciato vuoti ampi spazi (geografici, sociali, lavorativi); le realtà di Emilia Antifascista, attraverso l’opuscolo da leoro elaborato con un attento lavoro di monitoraggio e presenza quotidiana, indagano proprio come la galassia neofascista stia cercando di radicarsi in regione.
Link all’opuscolo (in aggiornamento)
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Domenica 23 ottobre ore 20.00 – Contro Franco si viveva meglio!

La lotta clandestina e il patto della Transizione in Spagna.

Resoconto critico sulla lotta antifranchista libertaria dentro e fuori di Spagna, sulla restaurazione della monarchia e il
prezzo della “pace sociale”, con una riflessione sulla situazione sociale
attuale e la possibilità di una trasformazione  radicale.

Parla Alfredo González (FAIberica), redattore di Tierra y Libertad e di Germinal

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Venerdi 21 Ottobre ore 20.00 – I dolori del giovane Paz!: contributi alla biografia negata di Andrea Pazienza (Coniglio editore)

Presentazione di
I dolori del giovane Paz!: contributi alla biografia negata di Andrea Pazienza (Coniglio editore)

con il curatore Roberto Farina
Questo libro raccoglie le dichiarazioni di una serie di persone che hanno conosciuto bene Andrea Pazienza. Jacopo Fo, Roberto Vecchioni, Claudio Lolli, Daniele Luttazzi, Bifo, Marina Comandini, Roberto “Freak” Antoni, Filippo Scòzzari, Vincenzo Sparagna, Sergio Staino, Vincino, Gianni Canova, Roberto Perini, Jose Muñoz, Emi Fontana, Marcello Jori, Luigi Damiani, Sandro Matarazzo, Antonio Veneziani, Benka Macrobio. Personaggi che raccontano una verità di parte, la loro, scomoda ma terribilmente necessaria in questi anni di rimozione.

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Sabato 1 ottobre 2016 – @ Xm24 – Dieci anni di Mutuo Soccorso

Bologna  — Sabato 1 ottobre 2016  — @ Xm24, via Fioravanti 24 — Bolognina

DIECI ANNI DI MUTUO SOCCORSO

ore 16 Stop al panico!
incontro con avvocat* impegnat* a difendere chi è attiv* nelle lotte sociali

ore 20 cena di autofinanziamento

ore 21 Two Hicks One Cityman
live soul tra soul e space rock

ore 22 Cassonetto Crew
disco-trash-revival

2006-2016. L’associazione di mutuo soccorso per il diritto di espressione giunge quest’anno al suo decennale e per l’occasione invita tutte e tutti ad una giornata di confronto, dibattito e festa. L’associazione di mutuo soccorso, come da atto costitutivo, “si propone di contrastare i soprusi e le prevaricazioni del sistema giuridico-militare diretto alla repressione dei reati sociali nell’ambito di manifestazioni, picchetti, presidi, scioperi spontanei, occupazioni, volantinaggi, affissioni di manifesti, stampa, diffusione di idee…”. In adesione a questi principi nel corso degli anni abbiamo cercato di dare, nei limiti delle nostre possibilità, la massima solidarietà morale e materiale a chi è stat@ perseguitat@ dai numerosi procedimenti penali, fogli di via e misure cautelari piovuti a Bologna e in provincia.

L’associazione ha svolto – programmaticamente – attività solidale territoriale, nonché altre attività che hanno lo stesso fine sia a livello locale che nazionale o internazionale. Non ci sfugge la necessità di un coordinamento più ampio che abbiamo – in tutti i modi – sollecitato e favorito. Contemporaneamente pensiamo che le sovrastrutture non servano se non nascono dalle necessità e della volontà di base.

Abbiamo fatto pervenire – nel limite delle nostre possibilità – un sostegno solidale ad alcune/i compagne/i colpite dalla repressione per i reati di devastazione e saccheggio a seguito dei fatti di Genova del 2001 e della lotta No-TAV. Perchè lì c’eravamo tutte/i e la loro lotta è la nostra lotta.

Il contesto in cui cade questo decennale indica, tuttavia, che non vi è nulla da festeggiare. Era già noto come Bologna fosse a tutti gli effetti un laboratorio della repressione utilizzata per prevenire i conflitti sociali. Basti pensare ad esempio all’incredibile somma di 3.500 denunce promosse dalla questura a carico di attiviste e attivisti nel solo recente periodo compreso tra il 2009 e il 2013. Processi spesso del tutto inconsistenti e quasi sempre caduti in un nulla di fatto, certo, ma tuttavia promossi in un’ottica consapevolmente “preventiva”: cioè deliberatamente mirati a fungere come deterrente dal compiere ulteriori attività sociali di tipo conflittuale. Un accanimento giudiziario che va sommato ad un atteggiamento costantemente persecutorio e violento inscenato da parte della Digos e dalle forze di polizia in divisa, soprattutto verso i più giovani che si affacciano per le prime volte ai movimenti.

Ma è nell’ultimo anno che anche i numeri raccontano una realtà che, se osservata da lontano, potrebbe far pensare all’esistenza di una vera e propria guerra civile. In soli dodici mesi sono state elargite 500 denunce a carico di attivist* per attività sociali di ogni genere, 25 misure cautelari di natura quasi sempre custodiale, addirittura 19 sgomberi di immobili occupati. Tanto per capirci, molte più denunce di quanto non sia avvenuto per reati come lo spaccio di stupefacenti o per diversi reati contro il patrimonio; molte più energie umane ed economiche di quante non ne siano state impiegate nella lotta alla mafia o alla corruzione. E, soprattutto, un aumento sconsiderato della militarizzazione e dell’uso della violenza da parte delle forze dell’ordine, nelle piazze così come durante i numerosissimi sgomberi: le pubbliche manifestazioni, ormai, sono di fatto regolarmente ostaggio di una surreale strategia della tensione voluta e attuata dalla questura.

Tale eccezionale dispiego di forze nel tentativo di contenere ogni manifestazione di dissenso rappresenta ovviamente un enorme costo a carico della collettività, in termini sia economici che sociali. Quando si parla di fondi per la sicurezza, a Bologna, bisogna sapere che grossa parte di quei fondi già oggi è spesa per il contrasto del “movimento antagonista”. Un costo molto salato che, evidentemente, rappresenta l’ultimo e unico argine che la governance cittadina ha da opporre ad un crescente malessere sociale.
Il tentativo di soffocare sotto la ben nota retorica della legalità qualsiasi fenomeno di conflittualità sociale rappresenta una faccia della stessa medaglia. Man mano che perde credibilità e appeal, come ci dimostrano anche i dati delle ultime elezioni, la politica di palazzo si trincera nelle sue stanze allontanandosi sempre più dai problemi reali delle persone. Diventa così una questione di sopravvivenza cercare di erodere ogni spazio di agibilità politica a chi sceglie di non rassegnarsi al degrado sociale che le politiche dei Merola di turno irrimediabilmente continuano a generare.
Di tutto questo intendiamo parlare nel pomeriggio di sabato 1° ottobre, dalle ore 16:00, presso l’xm 24, invitandovi a partecipare quanto più numerose/i possibile.

https://mutuosoccorso.noblogs.org/

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Lunedì 26 settembre 20 (mangiati!) – Assemblea di inizio stagione al Circolo

assemblea1Il caos attuale prodotto dai governi e dal capitalismo sta portando l’umanità al cannibalismo sociale.

A ciò è necessario rispondere abbattendo lo stato ed il capitale.

Sembra retorica, ma il postulato anarchico continua ad essere di urgente attualità.

L’assemblea del circolo anarchico “Camillo Berneri” di Bologna continua a sostenere il bisogno non più rimandabile di un movimento rivoluzionario che dia una nuova speranza all’umanità tutta.

Compagne e compagni danno seguito a quest’istanza diffondendo (nel limite delle loro risorse) la pratica e la teoria dell’autogestione, organizzando la lotta quotidiana e la solidarietà, pur nella difficoltà di agire in un mondo dove le alternative vengono costantemente nascoste o represse.

Tante altre e altri compagne/i anarchiche/i e libertari/e, a Bologna, sviluppano iniziative analoghe sul territorio, partecipando anche a molte delle attività che si svolgono all’interno dei locali di Porta Santo Stefano.

Sentiamo il bisogno, come compagne e compagni dell’assemblea, di costruire un discorso più complessivo, che dia forza e sostanza al nostro agire quotidiano e per questo invitiamo tutte e tutti, le anarchiche/i, le libertarie/i ad un’assemblea di “inizio stagione”.

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23-24-25 settembre 2016 CorAzone. Internazionale di Canto Sociale 2016

L’Hard Coro De’ Marchi, La Scuola Popolare di Musica Ivan Illich in collaborazione con Ass. Primo Moroni e Circolo Anarchico Berneri presentano

CorAzone. Internazionale di Canto Sociale 2016

IX edizione

23-24-25 settembre 2016

Spagna 1936 – tra storia e utopia

VENERDÌ 23 SETTEMBRE c/o la cascina e il parco della SPM Ivan Illich, via Giuriolo 7, Bologna

h. 18

Canciones de amor y de guerra en España (1936-1976)

incontro con Fidel Moreno Ojeda (giornalista e musicista- Madrid)

h 21

El poeta es un árbol

Omenaje flamenco a Federico Garcìa Lorca a ottant’anni dal suo assassinio

Jose SalgueiroCante

Alberto Capelli– Chitarra Flamenca

SABATO 24 SETTEMBRE c/o Circolo Berneri, Cassero di Porta S. Stefano.

Dalle ore 12- Pranzo Sociale Prêt-à-Magnér

h 15- Incontro pubblico:

Dalle strade di Berlino alle barricate di Barcellona. Storie di lotte senza confini 1936-1939 con David Bernardini (Centro studi libertari/Archivio Pinelli, Milano)

– Inaugurazione/presentazione delle mostre “Manifesti della Rivoluzione Spagnola” e “Barcellona bombardata”

Dalle ore 18- c/o il parco e la cascina della SPM Ivan Illich, via Giuriolo 7

SI CANTARA EL GALLO ROJO… Grande festa conviviale con i cori:

Desacord – Barcellona; Coro R’esistente dei bambini- Bologna; I giorni cantati di Calvatone e Piadena; Incordis – Manresa, BCN; I Malfattori – Parma; Coro di Micene – Milano; I violenti piovaschi – Carpi; Le vie del canto – Genova; Si bémol et 14 demis – Parigi; Strawberry thieves – Londra; Voci arcutinate -Trieste; Hard Coro de’ Marchi – Bologna

DOMENICA 25 c/o La Casona, Ponticelli di Malalbergo

h 15- Merenda sociale, dolce e salata

A seguire Liscio express: la più breve gara di ballo e Resistenza mai vista!

Con l’orchestra tascabile “La Gradisca” e l’implacabile giuria delle Mondine di Bentivoglio, con un angolo guardaroba a disposizione dei ballerini più “impresentabili”…

Questa edizione del festival è dedicata alla memoria di Buenaventura Durruti, sindacalista, rivoluzionario, anarchico che non vide mai la fine della guerra né le guerre a venire (Leòn 1896-Madrid 1936)

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29 luglio – Cena per Gaetano Bresci e per l’anarchia!

Non ho ucciso Umberto, ho ucciso un re, ho ucciso un principio! Gaetano Bresci

bresci

Cena del 29 luglio ore 20.30

Prenotazione richiesta 3357277140

Offerta libera e sostenitrice!

 

Per ricordare insieme lo straordinario ed indimenticato gesto dell’anarchico Gaetano Bresci vi invitiamo alla cena che si terrà al Circolo Anarchico Camillo Berneri ovviamente il 29 luglio!

Per mangiare, bere, gestire insieme uno spazio, cantare, sognare e organizzare le nostre rabbie e i nostri desideri.

 

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Comunicato NoTav

Il 21 giugno 2016 si è svolta l’ennesima operazione repressiva contro il movimento NoTav da parte dei soliti magistrati e poliziotti.
In totale sono 23 le persone coinvolte, fra Valsusa, Torino ed altre città italiane, con 3 arresti al carcere delle Vallette, 9 domiciliari e obbligo di firma per i i/le rimanenti.
Le indagini (poiché come al solito, si parla di misure “preventive”) riguardano la giornata del 28 giugno 2015 quando, dopo un corteo popolare, con corde e rampini vennero abbattute le grate metalliche posizionate per sbarrare la strada alla manifestazione.
I reati di cui vengono accusati sono i soliti che, sempre uguali, vengono dati a qualunque oppositore politico: da resistenza aggravata al non rispettare gli ordini dell’ “autorità”.
A tutto questo dobbiamo aggiungere i soliti giornalisti che, sempre pronti a rispettare la privacy dei potenti, non si fanno scrupoli a sbattere in prima pagina i dati personali dei/lle NoTav.

L’accanimento dello stato contro valsusini e solidali è al limite della follia: un valligiano di 64 anni è stato incarcerato, mentre altre due, settantenni, hanno l’obbligo di firma, anche loro accusate di “lesioni aggravate” e “ordigni pericolosi”.
Questo attacco cieco che cerca di colpire nel mucchio è palesemente l’ennesimo atto politico che, anche se eseguito da magistrati ben contenti di reprimere e ingabbiare chi si ribella, porta la firma delle lobby del Tav, dal PD alle “Coop”, dalla Fiat e tutto il padronato industriale alle mafie degli appalti.

In ogni caso, non servirà a nulla: la solidarietà da tutta Italia e la volontà della Valle sono solo diventate più forti, e anche stavolta, chi guadagna dalla devastazione ambientale, dallo spreco di risorse collettive e dalla distruzione delle comunità, si trova davanti un’opposizione compatta e determinata.

Solidarietà attiva con tutti e tutte le NoTav
A Sarà Dura!