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Con Nikos, a testa alta

Sabato 6 dicembre 2014 ore 16
presidio davanti al consolato greco a Bologna (via indipendenza n. 67/2)

In Grecia c’è un ragazzo di ventuno anni, Nikos Romanòs, in sciopero della fame dal 10 novembre scorso.
Nikos è uno studente iscritto all’università presso l’Istituto Tecnico del Pireo, ma non gli viene permesso di frequentare le lezioni perché si trova in carcere.
È in carcere perché è un militante anarchico, accusato di avere compiuto due rapine in banca con l’aggravante “terroristica”, assieme ad altri tre compagni.

Collettivo Exarchia
Circolo Anarchico “C. Berneri”

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Mani sulla sanità

 

Mani sulla sanità

di Giuliano Bugani, Daniele Marzeddu, Raffaella Gamberini

 

Venerdì 5 dicembre

h19 aperitivo

h20.30 Proiezione documentario e dibattito con gli autori e l’autrice

Il nuovo documentario d’inchiesta del collettivo INDYGROUNDFILM è un viaggio nella Sanità Pubblica dell’Emilia Romagna, tra ospedali presidiati 24 ore al giorno e Comitati di Cittadini che si stanno opponendo ai tagli al welfare che sono stati effettuati in regione dalla giunta di Vasco Errani.

Circolo Anarchico Camillo Berneri, Piazza di Porta Santo Stefano 1, Bologna

 

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Dalla Palestina al Rojava

Dal Palestina alla Rojava:
resistenza e rivoluzione libertaria

In questi ultimi anni il Medio-Oriente è stato attraversato da tensioni, insorgenze, conflitti sempre più diffusi.
Non da ultima, la resistenza di uomini e donne appartenenti alle tante comunità che compongono il Rojava (regione settentrionale della Siria con alta presenza kurda) ha colpito profondamente l’immaginario di tutto il mondo, rendendo visibile la costruzione di un’alternativa che coniuga libertà e giustizia.
Cosa che invece è stata fatta in quelle aree grazie allo sviluppo di un confederalismo dal basso, libertario. Grazie all’autogestione delle singole comunità federate tra loro, al processo di emancipazione delle donne, nonostante una cultura di fondo patriarcale, e anche alla partecipazione di tutti e tutte alla gestione dell’autodifesa.Proprio quest’utopia che si sta materialmente costruendo, attraverso la tenacia di tutti e tutte coloro che la difendono, è l’obbiettivo delle armate degli integralisti dell’ISIS, che da mesi assediano la città di Kobane.
Il cosiddetto Stato Islamico si avvale dei finanziamenti di Qatar, Arabia Saudita e Turchia. Fra l’altro il governo turco è il maggiore acquirente del petrolio prodotto nei territori occupati dall’ISIS e blocca i suoi confini affinché i/le combattenti kurdi/e che difendono Kobane non possano avere rifornimenti e i profughi dei corridoi di fuga.
A differenza degli inconcludenti raid aerei statunitensi, in questa situazione un ruolo importante è svolto dai gruppi radicali e anarchici turchi, che si sono esposti in prima persona per sostenere la resistenza del Rojava e permettere ai profughi civili di entrare in Turchia, tagliando le reti e facendo da scudi umani.
Questa situazione è strettamente interrelata al conflitto siriano e alle forze che in quel campo si muovono, ma parla anche all’esperienza della resistenza palestinese aprendo inedite prospettive e riflessioni.
Per approfondire il contesto e i movimenti sociali che oggi vi avvengono abbiamo organizzato tre iniziative:

Collettivo Exarchia – 20 novembre – ore 17 – Scienze Politiche, Strada Maggiore, 45
Discussione con due compagni della Federazione Anarchica Livornese che hanno vissuto quei luoghi e conosciuto il contesto, e direttamente via internet con un compagno turco della DAF (Devrimci Anarşist Faaliyet – Azione Anarchica Rivoluzionaria).

XM24 – 26 novembre – ore 19 – via Fioravanti, 24
Est Mediterraneo: “Dal conflitto in poi”. Confronto sulla vicenda siriana e palestinese attraverso l’incontro con Shadi, rifugiato palestinese nato in Siria che ora vive in Italia. La sua vita è raccontata nel documentario che verrà proiettato “Isti’mariyah – controvento tra Napoli e Baghdad” di Michelangelo Severgnini. Sarà presente anche il regista. Con la partecipazione di Produzioni dal Basso.

Circolo Anarchico “C. Berneri” – 28 novembre – ore 19 – piazza di P.ta S. Stefano, 1
Proiezione di alcuni documentari sulla resistenza di Kobane e l’esperienza del Rojava, dibattito sul ruolo del movimento anarchico a sostegno e all’interno di questo percorso.

Circolo Anarchico “C. Berneri” – Collettivo Exarchia – Spazio Pubblico Autogestito XM24

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14 novembre Sciopero Sociale!

Appuntamento in Piazza Re Enzo h10 per partecipare alla manifestazione. Saremo dietro lo striscione “Mai più schiave. Vogliamo tutto”

We’re riot ;)

Il 14 novembre portiamo in piazza la prima ‘prova’ di sciopero sociale. La sfida è quella di unire le lotte di coloro che parteciperanno allo sciopero di 24h indetto per questa giornata e di coloro che non possono scioperare. Vogliamo dare voce e visibilità a figure del lavoro diverse e molteplici, facendo valere la loro specificità dentro a un percorso comune. Questo percorso è condiviso da decine di città in Italia ed è all’interno di un quadro europeo che vede sempre più realtà – dalla Francia al Portogallo alla Germania – raccogliere la scommessa dello sciopero nell’era della precarietà generalizzata.

Il 14 novembre è una data che guarda al futuro: tornare a parlare di sciopero significa accumulare forza e colpire al cuore dei differenti luoghi della precarietà, dalle cooperative alle fabbriche, dalle università alle case dove si svolge il lavoro domestico. Lavoratrici e lavoratori dipendenti, disoccupati e «occupabili», precarie e precari di ogni genere, operai, migranti e studenti saranno in piazza anche a Bologna per rivendicare chiaramente un salario minimo europeo, un welfare e un reddito europei e per dire basta al lavoro gratuito. Sono queste le tre parole d’ordine attorno a cui si articola lo sciopero sociale, per sfidare sul loro stesso terreno le nuove politiche dell’occupazione italiane ed europee, dal Jobs Act alla riforma degli ammortizzatori sociali (Naspi) al programma Youth Guarantee.

Proprio perché lo sciopero sociale è rivolto a un mondo del lavoro tanto precarizzato quanto frammentato, il Laboratorio lancia due appuntamenti per la giornata del 14 a Bologna. Un primo appuntamento alle 10 in Piazza Re Enzo, in cui convergeranno lavoratori, lavoratrici e studenti che il 14 Novembre incrociano le braccia. Alle 18, sempre in piazza Re Enzo, ci sarà un secondo appuntamento per dare voce e visibilità a coloro i quali la precarietà e lo smantellamento dei diritti impedisce di scioperare, ma che vogliono riappropriarsi dello sciopero.

Incrociamo le braccia, incrociamo le lotte: è tempo di sciopero sociale!


foto-sciopero-sociale-621-414-
http://scioperosociale.it/

http://circoloberneri.indivia.net/

 

 

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venerdì 14 novembre presentazione di Terrorizzare e reprimere

Venerdì 14 novembre 2014
presso il circolo anarchico Berneri, piazza di porta s. stefano 1, Bologna
L’associazione di mutuo soccorso per il diritto di espressione organizza
ore 19 aperitivo libertario
ore 20:30 presentazione dell’opuscolo “Terrorizzare e reprimere. Il terrorismo come strumento repressivo in perenne estensione”  a cura dei compagni di Prisonbreakproject

Se terrorismo è “usare una violenza efferata per terrorizzare la popolazione”, come mai 7 compagni sono in carcere con quest’accusa per il danneggiamento di un compressore? Una breve storia dell’uso repressivo del concetto di terrorismo ci può aiutare a capire come il terrorista numero uno (lo stato) possa dare del cornuto all’asino.

Saranno presenti gli autori

prisonbreakproject.noblogs.org
mutuosoccorso.noblogs.org

 

mutuo_soccorso

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Lunedì 3 novembre

Una serata di socialità e convivialità al Circolo Anarchico Berneri.

Per mettere insieme pensieri ribelli, sogni e rabbie, risate e assalti al cielo.

Dalle 20:00 in avanti cena a prezzi popolari

Menu:

Pasta Pascale Crodatzu

Pasta Rojavayê Kurdistanê

 

Distribuzione stampa anarchica fino alle ore 23.30

reteeattherich.noblogs.org

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01/11 corteo: Con la rivoluzione libertaria del Rojava!

rojavasolidarity

Corteo

sabato 1 novembre ore 16 piazza XX settembre, Bologna

Oggi la dura crisi economica su grande scala alimenta nuovamente i venti di guerra e le tentazioni autoritarie, integraliste o totalitarie degli Stati e dei ceti dirigenti che li governano.

Ne è un esempio fra tanti il cosiddetto «Stato Islamico dell’Iraq e della Grande Siria» o ISIS che fin dal 2007 ha condotto attacchi violenti e indiscriminati contro civili iracheni e attualmente conduce una guerra di espansione per ricostruire un presunto «Califfato islamico» su base religiosa, con il favore di emirati e monarchie del petrolio.

Dal 15 settembre l’ISIS sta assediando Kobanê, città al centro della regione siriana del Rojava, e ha provocato un esodo di 160 mila profughi in maggioranza kurdi e migliaia di morti.

In Siria la regione autonoma del Rojava è uno dei pochi raggi di luce a emergere dalla tragedia della Rivoluzione siriana. Dopo aver scacciato gli agenti del regime di Assad nel 2011, nonostante l’ostilità di quasi tutti i suoi vicini, il Rojava non solo ha mantenuto la sua indipendenza, ma si è configurato come un considerevole esperimento socialista e libertario. Sono state create assemblee popolari che costituiscono il supremo organo decisionale, consigli che rispettano un attento equilibrio etnico (in ogni municipalità, per esempio, le tre cariche più importanti devono essere ricoperte da un curdo, un arabo e un assiro o armeno cristiano, e almeno uno dei tre deve essere una donna), ci sono consigli delle donne e dei giovani, e c’è un’armata composta esclusivamente da donne, la milizia «YJA Star» (l’«Unione delle donne libere»), che ha condotto una larga parte delle operazioni di combattimento contro le forze integraliste dello «Stato Islamico».

Questa rivoluzione rischia di essere cancellata anche grazie al terrificante silenzio mediatico e politico nel quale è caduta questa battaglia di libertà. Da settimane la popolazione di Kobanê sta cercando di resistere in ogni modo, usando armi leggere contro gli attacchi dei fascisti dell’ISIS ben armati ed equipaggiati dai profitti del petrolio.

La cosiddetta coalizione internazionale per combattere l’ISIS non ha aiutato la resistenza kurda in modo efficace né è intervenuta dinanzi al genocidio in atto a Kobanê. Anzi, tra i supposti coalizzati ci sono inquietanti ambiguità: Turchia, Qatar e Arabia Saudita, in chiave anti-sciita, hanno dato supporto finanziario e militare alle prime attività dei fascisti dello Stato Islamico, favorendone l’ascesa. Ankara ha anche altre responsabilità: è tra i primi acquirenti del petrolio estratto dai pozzi conquistati dall’Isis, e blocca da settimane al confine i combattenti provenienti dal Kurdistan turco, impedendo l’arrivo dei rinforzi nel Rojava.

Pertanto raccogliamo l’appello delle e dei combattenti kurdi a manifestare il primo novembre in solidarietà con Kobanê e con la rivoluzione libertaria del Rojava.

Per donazioni in sostegno al popolo di Kobanê e per la difesa di un progetto di emancipazione per la società in Medio Oriente invitiamo a usare questo IBAN predisposto dagli anarcosindacalisti tedeschi:

Destinatario: PM
Parola chiave “Rojava”
NR: 506155858
BLZ: 76010085
IBAN: DE70760100850506155858
BIC: PBNKDEFF

Ovunque Kobanê, ovunque resistenza!

Circolo Anarchico Berneri
Nodo Sociale Antifascista
Spazio Pubblico Autogestito XM24
Collettivo Exarchia

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Homo Comfort

homo_comfortHomo Comfort
Il superamento tecnologico della fatica e le sue conseguenze

di Stefano Boni

h 19 Aperitivo libertario

h20.30  Presentazione con l’autore

La vita comoda piace a tutti, ma è proprio questa accettazione generale e acritica che va interrogata per comprendere i cambiamenti epocali indotti dall’imperante ipertecnologia. Prepotentemente entrata nella nostra routine quotidiana, la comodità è diventata non solo uno stile di vita ma anche un modo di conoscere che ha plasmato la cultura materiale e gli stessi modelli valutativi. Si configura dunque come un fatto sociale totale che ci consente di indagare la cesura antropologica che ha dato vita a una forma inedita di umanità: l’Homo comfort. Un’umanità che va liberandosi dalla fatica e dal dolore, ma che al contempo perde facoltà sensoriali e abilità conoscitive costruite nel corso dei secoli, diventando sempre più dipendente da una tecnologia che usa ma non conosce. Si delinea così un nuovo modo di stare-nel-mondo che risulta sì comodo, ma anche funzionale al mantenimento dell’ordine stabilito.

 

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Teo libero, Liber@ tutt@

Quest’oggi più di un migliaio di persone sono scese in strada per una lunga giornata di lotta. Una giornata che vedeva la presenza di Visco in città, simbolo delle politiche dell’austerità che ci impoveriscono e aumentano la diseguaglianza sociale. Anche il fascista Roberto Fiore era annunciato per un comizio in città degli squadristi di Forza Nuova. Una Bologna libera e meticcia ha deciso di esprimere la sua degna rabbia contro fascisti, razzisti e omofobi, capitalisti.

Oggi abbiamo voluto gridare forte che non c’è solo il razzismo becero e imbelle di Forza Nuova, ma anche quello sistematico degli stati che, con l’operazione Mos Maiorum vogliono schedare i migranti e ogni giorno li reprimono internandoli nei CIE.
A queste istanze la polizia ha risposto, al solito, con una feroce repressione: prima il corteo è stato caricato con violenza in via Castiglione dove si teneva l’incontro con Visco, poi, all’avvicinamento del punto in cui si sarebbero incontrati i fascisti, nuovi scontri che hanno visto diversi contusi tra i manifestanti.

Un compagno, Teo, è stato fermato. Per questo tutti e tutte siamo stati per diverse ore davanti alla questura a chiederne a gran voce il rilascio. Il suo fermo è stato convalidato e la prima udienza si terrà probabilmente lunedì. A lui saremo vicini con iniziative di solidarietà per vederlo al più presto di nuovo fra noi.

Ancora una volta la polizia ha difeso padroni e fascisti.
Ancora una volta la Bologna libera e ribelle si è opposta ad un futuro di sfruttamento e sopraffazione.

Teo libero, liber@ tutt@

I compagni e le compagne del Circolo Anarchico C. Berneri

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Il mistero (solubile) dello zucchero assassino

Il mistero (solubile) dello zucchero assassino

GIUSEPPE AIELLO

 

Venerdì 17 Ottobre

h19 Aperitivo

h20.30 Presentazione

 

Una storia di cibo, dominio, denaro e scienza

O di alcune più o meno ragionevoli motivazioni per estromettere il saccarosio e diverse altre schifezze dalla vostra alimentazione.

Fino a pochi secoli fa lo zucchero veniva usato dai nobili europei come una rara spezia da usare quale ostentazione di ricchezza. Come ha fatto a diventare un componente fondamentale della dieta di un’intera società? Perché è così difficile capire qualcosa degli effetti che ha sul nostro organismo? Perché le opinioni degli “esperti” sono diverse – qualcuno sostiene che sia un alimento sano e indispensabile, e altri che va considerato come un veleno? È vero che i consumatori di dolci sono soggetti a rischio per molte malattie o si tratta soltanto di ingiustificato allarmismo? Cosa dice in proposito la ricerca scientifica? Perché è opinione diffusa che donne e bambini abbiano una spiccata preferenza per il gusto dolce? È naturale mangiare zucchero? E cosa vuol dire naturale?
Sono molti i misteri che circondano il saccarosio e il tentativo di svelarli richiede una lettura della storia della nostra civiltà, del potere, dell’economia e della cultura, dell’evoluzione degli ominidi, dei cibi che l’hanno accompagnata e molto altro. Questo libro cerca di essere uno strumento utile per districarsi nel labirinto di un apparato informativo addomesticato che ha interesse a far sì che i lati oscuri dell’alimentazione restino tali il più a lungo possibile.

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