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lunedì 14 luglio Cucine ribelli

ore 19.30 aperitivo con letture tratte dal libro Cuoche ribelli

ore 20.30 cena ribelle a cura della rete Eat the rich, con ricette tratte dal libro Cuoche ribelli

ore 22.00 lettura: Cucine resistenti, le mense autogestite dai confinati sotto il regime fascista

al circolo anarchico Berneri, piazza porta S.Stefano 1, Bologna

serata a cura della rete Eat the rich reteeattherich.noblogs.org

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venerdì 20.06 presentazione di “Capaci di intendere e di volere”

venerdì 20 giugno 2014

dalle ore 19.30 aperitivo libertario e distribuzione di materiale di contorinformazione e stampa anarchica

alle ore 20.30 presentazione di “Capaci di intendere e di volere. La detenzione in manicomio degli oppositori al fascismo”

(ed. Zero In Condotta 2014)

con l’autore Marco Rossi

Consultando i fascicoli del Casellario politico centrale (Cpc) in cui sono archiviati i dati e i documenti relativi ai presunti sovversivi ed antifascisti incorsi nella repressione poliziesca e giudiziaria, salta agli occhi una ricorrente evidenza: centinaia di donne e uomini, “schedati” per le loro idee e il loro agire in contrasto con l’ordine costituito, sono stati privati della libertà, non solo in carcere o al confino, ma dentro strutture manicomiali.
In Italia il sistematico utilizzo del manicomio per reprimere, silenziosamente, gli oppositori e i fuori-norma era stato teorizzato nell’Ottocento dal criminologo riformista Cesare Lombroso e applicato dallo Stato liberale contro il nascente movimento operaio e contadino.
Durante il regime fascista la detenzione manicomiale venne praticata con logica totalitaria e disumana, nel tentativo di annientare le vite e le intelligenze non sottomesse, rinchiudendo e torturando i corpi delle persone libere nei lager della follia; poco importa se le loro r/esistenze durarono pochi giorni o un ventennio: tutte meritano d’essere degnamente considerate e tenute presenti come parte della rivolta contro l’insana normalità di ogni potere bio-politico.

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Un settimana rossa

Una settimana rossaPresentazione della graphic novel

“Una settimana rossa”

In occasione del centenario di quella rivolta ricordata come Settimana Rossa, è uscito un fumetto curato da Biblioteca Travaglini e Anarchici/che  Valcesano

Nel giugno 1914 un moto insurrezionale partito da Ancona si diffuse a macchia d’olio nelle marche, in Romagna e nelle principali città del Regno.
La rivoluzione sociale sembrò per un attimo a portata di mano

Venerdì 13 giugno

ore 19 Aperitivo libertario

ore 20.30 Presentazione

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Kronštadt nella rivoluzione russa

“Kronstad nella rivoluzione russa”

il 30 maggio al Circolo Anarchico Camillo Berneri

dalle 19 Aperitivo libertarioa

dalle 20.30 presentazione

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Presentazione della prima traduzione del libro di Tomasz Parczewski sui rivoluzionari di Kronštadt, i più radicali di tutta la Russia, che si ribellarono prima al potere zarista, poi, nel 1917, al Governo provvisorio, infine al potere comunista nel 1921. Edizioni Colibrì / Candilita. A cura di Giuseppe Aiello

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venerdì 16.05 Di Porta in Porta R-Esistiamo in autogestione!

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Di Porta in Porta R-Esistiamo in autogestione!

Un’esposizione vivente dell’autogestione contro la museificazione degli spazi pubblici, contro lo sgombero di Atlantide

C’è una Stra(na)Bologna, solo apparentemente sommersa. Una Bologna che r-esiste alla gentrificazione del centro storico prodotta da Eataly, alla speculazione e spettacolarizzazione del cibo promossa da F.I.C.O, che rifiuta la logica della sussidiarietà dietro la quale si nascondono lavoro gratuito, sfruttamento della cittadinanza attiva e precarietà, che si oppone alla riapertura del CIE e alla presenza in città di sedi neofasciste come quella di Casa Pound, che risponde #Io Decido! alle preghiere dei cattointegralisti misogini e lesbotransomofobi davanti agli ospedali pubblici.

E’ la Bologna dell’autogestione e dell’autorganizzazione, dell’autodeterminazione delle donne e delle lesbiche, delle soggettività gay e trans, delle migranti e dei migranti, di precari-e e disoccupat*.

Quella che ha costruito e continua a costruire una cultura e una pratica viva della valorizzazione delle differenze, dell’antisessismo, dell’antifascismo e dell’antirazzismo, dell’antiproibizionismo e dell’antiautoritarismo, della libera circolazione delle persone e dei saperi. Quella che r-esiste allo sfacelo prodotto dal modello di sviluppo capitalista promuovendo relazioni sociali orizzontali e realmente cooperative. Quella che inorridisce di fronte all’idea che l’esperienza di Atlantide, che in quindici anni ha reso Porta Santo Stefano uno spazio pubblico comune femministatransfrociopunk, venga sgomberata e rimpiazzata da un museo.

E’ la stessa Bologna che venerdì 16 maggio, dalle ore 17 alle ore 20, si ri-prenderà la città trasformando le sue Porte in un’esposizione vivente dell’autogestione, contro la museificazione degli spazi pubblici, contro lo sgombero di Atlantide. Atlantide R-esiste!

::: Programma (in aggiornamento) :::

Porta Galliera ► Porta delle Pratiche di autogestione in movimento con musica, palestre popolari, interventi antipro e rete delle mense autogestite.

Porta Mascarella ► Porta del diritto all’abitare, con le occupanti e gli occupanti di via Irnerio, via Toscana e via XXI Aprile.

Porta San Donato ► Porta Senza Frontiere, con mostra e materiali informativi verso la manifestazione #NoCieNoCara del 18 maggio.

Porta San Vitale ► Porta dei Ritmi R-esistenti, con la Sambalotta.

Porta Mazzini ► Porta dell’Autodeterminazione…di aborto libero e obiettori estinti! ♀♀

Porta Santo Stefano ► Porta della R-esistenza, concerti, apericena, debutto della Corale Atlantidea, Mostre viventi e qualche altra sorpresa con Atlantide e Berneri.

Porta Saragozza ► Porta Instant Drag, entri di un genere, esci di un altro!

Porta Lame ► Porta delle Arti Sociali, musica, video e danza con le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo.

::: Biciclettata solidale di Porta in Porta, con AntifaBikePunx: appuntamento alle ore 17 alla Porta delle Pratiche di autogestione in movimento (Porta Galliera)

::: Gran Tour delle Porte R-esistenti: appuntamento alle ore 19.00 alla fermata del 32 di fronte alla Stazione Centrale

per ulteriori info: atlantide(punto)resiste(at)gmail.com

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Corteo antifascista a Bologna 24 maggio 2014

Chiudiamo CasaPound! Nessuno spazio ai fascisti!
Corteo a Bologna – Sabato 24 Maggio

Da troppo ormai i fascisti di Casapound hanno aperto una loro sede in via Malvolta 16/d, nel quartiere Murri a Bologna. Due anni sono passati da quando, dietro la copertura di una fantomatica associazione culturale, “Sole e acciaio”, si sono fatti affittare un locale al piano terra da Biagetti, titolare dell’omonimo esercizio commerciale in via Emilia Levante 94.

Chi sono i fascisti di Casapound lo sanno tutti. Nel corso degli ultimi anni sono state decine le aggressioni fisiche contro oppositori politici, o chiunque sia da loro ritenuto “diverso”. Nel 2008 a Piazza Navona hanno bastonato gli studenti che protestavano contro la cosiddetta “riforma” Gelmini. Nel dicembre 2011 Gianluca Casseri, militante della sede di Casapound di Firenze, ha preso il fucile e ha sparato sui venditori ambulanti dei mercati rionali ammazzando due lavoratori senegalesi e ferendone tre.

Fin dall’apertura i residenti del quartiere Murri si sono mobilitati e hanno dato vita a iniziative di informazione rivolte alla cittadinanza e agli abitanti. Si è costituito un coordinamento antifascista di zona che ha organizzato nel novembre del 2012 un corteo nel quartiere partecipato da più di mille persone tutti uniti nell’esprimere la propria volontà: la sede di via Malvolta deve chiudere subito! Da allora a oggi si sono tenute numerose iniziative di controinformazione e sensibilizzazione con presidi, volantinaggi, passeggiate in quartiere, giornate di socialità e dibattito al parco della Lunetta Gamberini nella convinzione che quella sede è fonte di pericolo per l’incolumità di tutti e che da lì i fascisti se ne devono andare!

I rappresentanti istituzionali del Quartiere, con in prima linea la presidente Ilaria Giorgetti e il vice presidente Mario De Dominicis, entrambi di Forza Italia, hanno sempre favorito la propaganda di Casapound e di altri neofascisti o neonazisti dichiarati concedendo a ripetizione sale pubbliche e patrocini a gruppi di estrema destra e cercando persino di intitolare una sala di Quartiere a Rachele Mussolini, la moglie del Duce. Da parte sua la giunta comunale Pd non ha mai espresso nemmeno una parola sulla presenza della sede e l’ANPI si è adeguato al silenzio. In piena campagna elettorale, nel febbraio 2011, il sindaco Merola aveva detto riferendosi a una sede di Casapound in via Guerrazzi (chiusa ancora prima di aprire grazie a una vasta mobilitazione antifascista): “Non vedo con piacere che si apra una struttura di questo tipo […] non c’è la libertà di opinione sul fascismo”. Tutto ciò non ci stupisce ma vale la pena constatare quanto siano meschini i nostri governanti, ad ogni livello.

Di fronte a tutto ciò noi non possiamo tollerare oltre la presenza di una sede di Casapound o di altre simili formazioni fasciste a Bologna.

Perchè sono intolleranti e razzisti, odiano gli immigrati e fomentano l’odio tra la gente con la loro propaganda. E come sappiamo dall’odio alla violenza razziale il passo è breve. Non si può usare come capro espiatorio dell’attuale situazione conomica e sociale italiana chi ha la colpa di essere ancora più povero e scappa da una vita di di stenti e miseria. La colpa è di chi governa e di chi vota e sta a guardare.

Perchè sono omofobi e omofobe, sostengono la famiglia tradizionale e vorrebbero precludere diritti civili e libertà a chi ha altri gusti sessuali. Con questo discorso sulla famiglia tradizionale veicolano tra l’altro un’idea della donna, moglie e madre, tipica del periodo fascista, che dal dopoguerra ad oggi in milioni hanno rifiutato, nel nome dell’autodeterminazione della donna e della sua libertà di scelta se donare o meno il proprio corpo alla patria.

Perchè sono xenofobi e nazionalisti. Certo, come tanti altri perchè questa oggi tra l’altro è la moda. Ma osservando i conflitti che nel mondo si sono susseguiti negli ultimi decenni, moltissimi dei quali hanno visto grossi spargimenti di sangue, migrazioni forzate di massa, campi profughi e altre atrocità, sono stati mossi da idee nazionaliste. L’idea che entro certi confini risiedano solo persone appartenenti alla stessa nazione (per discendendenza di sangue) è antistorica. Da sempre l’umanità si è incrociata, migrando, dando vita alle più belle e ricche culture, ed esperienze di convivenza e tolleranza che sono alla base di una società inclusiva, libera e più giusta.

Il nostro antifascismo noi non lo deleghiamo. Noi siamo quelli che ogni giorno si autorganizzano e costruiscono un’alternativa reale alla sistematica devastazione sociale, ambientale e culturale in cui i governanti ci vogliono costringere.

Noi siamo quelli impegnati ogni giorno nella lotta per condizioni di lavoro dignitoso e per il diritto al reddito, per la scuola pubblica e gratuita e per un’altra università, per il diritto alla casa e per la libertà di movimento dei migranti, in difesa dell’ambiente e contro le megaopere come il TAV, contro il militarismo e per lo smantellamento delle basi militari, contro la discriminazione di genere e il razzismo, contro le galere e gli abusi degli uomini in divisa.

Noi siamo quelli che diamo vita a spazi liberati, concreti e reali, dove è possibile mangiare sano a prezzi popolari, acquistare cibi biologici, andare al cinema gratuitamente, assistere a presentazioni di libri, a seminari o a concerti, fare un laboratorio di danza o per i bambini, coltivare un orto o stampare in serigrafia, ecc dove è possibile insomma vivere senza sfruttamento né gerarchia.

Noi siamo tutto l’opposto dei fascisti perché portiamo un mondo nuovo dentro di noi e lo facciamo crescere attimo dopo attimo. I fascisti invece sono i servi di questo sistema che vogliamo trasformare, pronti ad offrire i propri servizi alle manovre più torbide e reazionarie dei poteri forti.

Noi facciamo nostro uno slogan che non perde mai d’attualità: fascisti carogne tornate nelle fogne!

Invitiamo quindi tutti i gruppi, le associazioni, le realtà, le singole e i singoli antifascisti a scendere di nuovo in piazza sabato 24 maggio per un corteo popolare e determinato che imponga la chiusura di Casapound

Bologna Antifascista

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venerdì 16.05 aperitivo libertario + presentazione del fumetto “La rivoluzione russa in Ucraina”

venerdì 16 maggio 2014 al circolo

dalle ore 19 aperitivo libertario

alle ore 20.30 presentazione dell’albo a fumetti di nuova pubblicazione

“La rivoluzione russa in Ucraina”

la storia di Nestor Makhno illustrata da Jean Pierre Ducret

a cura della Biblioteca Archivio Germinal di Carrara

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Pullman per manifestazione No Tav a Torino 10 maggio

Il 22 maggio a Torino si aprirà il processo a carico di Chiara, Claudio, Mattia e Niccolò accusati di terrorismo per il sabotaggio di un compressore. Attraverso l’accusa di terrorismo contro alcuni NO TAV si vogliono colpire tutte le lotte.

10 MAGGIO PULLMAN PER MANIFESTAZIONE POPOLARE NOTAV A TORINO.

PREZZO 20 EURO.

PRENOTAZIONI: 3287263560 o 3318207855

Partenza dall’Autostazione dei bus ore 7.30

di seguito l’appello del movimento NOTAV:

SABATO 10 MAGGIO Ore 14 (ritrovo in Piazza Adriano) MANIFESTAZIONE POPOLARE A TORINO PERCHÉ:

Chi attacca alcuni di noi, attacca tutte e tutti

PERCHÉ: Le loro bugie, i loro manganelli, le loro inchieste non ci fermano

RESISTIAMO allo spreco delle risorse, alla devastazione del territorio, alla rapina su i salari, le pensioni e la sanità.

CHIARA, CLAUDIO ,NICCOLÒ , MATTIA LIBERI SUBITO.

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Primo maggio anarchico

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25 aprile: pranzo Eat the Rich al Pratello R’esiste

Il 25 aprile è l’anniversario della liberazione dell’Italia dal nazifascismo. Nell’ambito del Pratello R’esiste, l’iniziativa di strada a carattere antifascista che ogni anno in questa data anima via del Pratello, anche quest’anno il circolo sarà presente. Non solo con le bandiere rosso-nere e il banchetto di controinformazione, ma anche e soprattutto insieme ai compagni e le compagne della rete di cucine, mercati e laboratori di autoproduzione Eat the Rich. Ci vediamo a pranzo al Pratello!

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Eat the Rich

rete di cucine, mercati e laboratori di autoproduzione

Da tempo ormai, a partire da poche domande attorno alla questione del cibo, inteso come accesso a un pasto di qualità e a misura delle tasche di tutti, all’insegna della socialità e del mutualismo, associazioni e realtà collettive radicate nel tessuto metropolitano bolognese hanno messo in campo forme di risposta pratica e politica ai ricatti delle istituzioni cittadine e non solo.

Autorganizzando mense, cene sociali, gruppi di acquisto e distribuzione, mercati biologici e a km0. Adesso stiamo provando a mettere tutto questo in rete, provando a strutturare una costellazione di progetti che, a partire dalla risposta alla materialità dei bisogni, possa sovvertire lo stato di cose attuale costruendo possibilità di resistenza ed attacco alla miseria diffusa.

La mensa Eat the Rich a Vag61, con i pranzi del mercoledì, da mesi ha una particolare attenzione a tenere assieme qualità dei prodotti e accessibilità del prezzo. Prezzo che da mesi ormai è libero e autogestito. Prova a superare la logica del servizio coinvolgendo il più possibile chi attraversa la mensa nella costruzione del pranzo. Attraverso l’attivazione di laboratori di autoproduzione vuole mettere in comune una “cassetta degli attrezzi” per resistere alla crisi, per una proliferazione di pratiche e saperi sull’autoproduzione del cibo.

Il Circolo Anarchico Berneri da un anno, ogni lunedì, organizza una cena a prezzi popolari di socialità e convivialità “per mettere insieme pensieri ribelli, sogni e rabbie, risate e assalti al cielo”. È un’occasione in più per ritrovarsi e discutere dei fatti del giorno o semplicemente del più e del meno, ma anche nel frattempo per ideare e dare vitaainiziative, leggere un libro o prendere un giornale, discutere un volantino ecc. Riteniamo importante supportare una produzione che sia autogestita ed ecologica, nel rispetto dei diritti individuali e collettivi dei lavoratori e delle lavoratrici e della terra che, appunto, lavorano.

La Cucina Popolare XM è uno spazio laboratoriale autogestito che promuove un’educazione alimentare consapevole nei confronti dello sfruttamento, ponendo l’attenzione sulla provenienza delle materie prime utilizzate, sulla loro produzione e sul loro consumo. Essendo una cucina anticapitalista e antispecista, supporta l’autoproduzione, le piccole produzioni,la pratica del riciclo alimentare e promuove un’attitudine vegan. Attraverso la mensa popolare a XM24 vogliamo condividere le conoscenze e moltiplicarle grazie alla socializzazione che si riesce a creare attorno alla tavola, davanti ad un piatto pieno di contenuti, oltre che di pietanze!

Fondamentale per questi progetti è stato e continua ad essere connettersi con realtà già esistenti nel territorio per rifornirsi di prodotti. I gruppi di acquisto solidale del GasBo, i mercati di CampiAperti, e altri piccoli produttori locali. E’ impegno di tutt* estendere questa rete nell’ottica di associare produttori e consumatori che fanno dell’autogestione e della critica pratica alle leggi mercantili la loro caratteristica.

La sfida vera che poniamo come rete “Eat the Rich” è scatenare processi politici e allargare l’autogestione a ogni aspetto della vita, proprio a partire da un bisogno come “un buon pasto”, e dalla organizzazione di questo bisogno. Insistiamo sulla necessità di moltiplicare e diffondere esperienze di questo tipo in città, creando una vera e propria mappa diffusa sul territorio, perché crediamo strategico, nella crisi, la creazione di reti cittadine attorno a nodi e bisogni centrali per una “buona vita”.

reteeattherich.noblogs.org