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Lunedì 24 settembre dalle 18 alle 21 riapre lo Spaccio popolare autogestito. Al circolo

Lo spaccio autogestito è un progetto che nasce nel febbraio del 2016 dalla volontà di sperimentare una concezione di economia e di società diverse, in cui il fine non è il profitto ma il mutuo aiuto e il sostegno tra produttrici e coproduttrici attente a sperimentare e rendere concrete nuovi modi di fare convivialità e beni. 
Lo spaccio non è un negozio ma un luogo in cui i prodotti sono scelti dalle coproduttrici secondo i criteri dell’essenzialità e della sostenibilità economica, sociale, agricola ed ambientale; si possono trovare beni di prima necessità alimentari e non, prodotti senza sfruttamento della Terra e della Persona. 
Se con i prodotti veicoliamo un modo di concepire il cibo in maniera diversa, con le pratiche sperimentiamo modi di relazionarsi e creare reti sociali diverse, basate sui principi del mutuo aiuto, dell’autogestione e della fiducia nelle altre ed è per questo che dietro al banchetto ci sono coproduttrici che possono aiutare e spiegare il progetto senza diventare commesse; che le decisioni di cosa esporre sono prese assieme, senza tuttavia negare l’autodeterminazione di ciascuna a partecipare secondo le proprie energie e modalità; che il progetto è nato e cresce all’interno del circolo anarchico Berneri.
Allo spa non si consuma ma si sceglie, non si chiede ma si conversa, non si subisce ma si agisce.
Allo spa partiamo dal cibo per praticare logiche anticapitaliste e di autoproduzione, in cui l’economia non è profitto ma è cura reciproca, in cui non si fa mercato ma comunità.
Se vuoi sperimentare e partecipare, passa al circolo anarchico Berneri in porta S.Stefano, ci trovi tutti i lunedì dalle 18:00 alle 21:00
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sab 22 set h.9.00: Trekking Antifascista ai Caduti di Sabbiuno

Per sabato 22 settembre il Coordinamento Antifascista Murri ha organizzato un Trekking Antifascista dall’ex-carcere di San Giovanni in Monte fino al monumento ai caduti di Sabbiuno.

Ritrovo alle ore 9.00 in Piazza San Giovanni in Monte, di fronte al Dipartimento di storia, dove ci sarà un intervento del prof. Alberto Preti. Dopo l’intervento si inizierà il trekking con prima tappa all’Eremo di Ronzano, dove vi sarà un pranzo offerto dal Coordinamento Antifascista Murri, e poi si ripartirà verso il Sacrario di Sabbiuno.

Chi fosse interessato può mandare una mail di iscrizione a murri at inventati punto org in modo da organizzare al meglio il pranzo.

Era il 5 dicembre 1944 quando i nazifascisti effettuarono un massiccio rastrellamento nelle retrovie del fronte, tra Anzola Emilia, Calderara e Amola di Piano. Con la collaborazione di alcune spie, catturano decine di partigiani e molti abitanti della zona. Tra le 200 e le 300 persone furono portate nelle sedi delle SS naziste a Bologna e, dopo gli interrogatori e le torture, furono trasferite nel carcere di San Giovanni in Monte, dove si trovavano già centinaia di detenuti. E altri se ne aggiunsero nei giorni successivi.

Coloro che furono ritenuti partigiani per la delazione delle spie, vennero portati a Sabbiuno di Paderno sulle colline a sud di Bologna, e fucilati in massa. Per nasconderli, i corpi furono gettati nei calanchi verso il Reno. La strage fu compiuta in due tempi: il 14 e il 23 dicembre 1944. Sul sempre reticente «Resto del Carlino» un trafiletto annunciava genericamente solo la fucilazione del 14 e non quella del 23.

Numerosi rastrellati scampati alla fucilazione furono deportati a Mauthausen.

Non si conosce il numero esatto dei partigiani fucilati a Sabbiuno, fra cui tanti giovani fra i 16 e i 21 anni, perché i resti di molti di loro potrebbero essere rimasti sepolti nei calanchi. Erano operai, manovali, ferrovieri, braccianti. Erano comunisti e partigiani. Le salme furono recuperate, e solo in parte identificate, nei giorni successivi alla Liberazione. Qui le biografie dei caduti che sono stati identificati.

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Assemblea aperta per lo Spaccio Popolare Autogestito. Lunedì 3 settembre ore 18.00 al circolo

Invitiamo le compagne e i compagni interessati al progetto a un’assemblea per far ripartire lo Spaccio popolare dopo la pausa estiva. Bando alle timidezze!

Cos’è lo Spaccio Popolare Autogestito?
Un progetto che nasce nel febbraio del 2016 dalla volontà di sperimentare una concezione di economia e di società diverse, in cui il fine non è il profitto ma il mutuo aiuto e il sostegno tra produttrici e coproduttrici attente a sperimentare e rendere concrete nuovi modi di fare convivialità e beni.
Lo spaccio non è un negozio ma un luogo in cui i prodotti sono scelti dalle coproduttrici secondo i criteri dell’essenzialità e della sostenibilità economica, sociale, agricola ed ambientale; si possono trovare beni di prima necessità alimentari e non, prodotti senza sfruttamento della Terra e della Persona.
Se con i prodotti veicoliamo un modo di concepire il cibo in maniera diversa, con le pratiche sperimentiamo modi di relazionarsi e creare reti sociali diverse, basate sui principi del mutuo aiuto, dell’autogestione e della fiducia nelle altre ed è per questo che dietro al banchetto ci sono coproduttrici che possono aiutare e spiegare il progetto senza diventare commesse; che le decisioni di cosa esporre sono prese assieme, senza tuttavia negare l’autodeterminazione di ciascuna a partecipare secondo le proprie energie e modalità; che il progetto è nato e cresce all’interno del circolo anarchico Berneri.
Allo spa non si consuma ma si sceglie, non si chiede ma si conversa, non si subisce ma si agisce.
Allo spa partiamo dal cibo per praticare logiche anticapitaliste e di autoproduzione, in cui l’economia non è profitto ma è cura reciproca, in cui non si fa mercato ma comunità.
Se vuoi sperimentare e partecipare, partecipa all’assemblea di lunedì 3 settembre

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Giovedì 28 giugno – Presentazione di Mastodon.bida.im il social network autogestito @XM24

Presentermo per la prima volta mastodon.bida.im.
Un social network autogestito, federabile, decentralizzato, e attivo da circa due settimane.
Durante la presentazione racconteremo cosa ci ha spinto ad aprire questo nodo, analizzeremo le differenze con i social network commerciali,  parleremo del fediverso, degli aggregatori di notizie presenti nell’instanza, e dei nodi che sono nati e stanno crescendo in tutto il mondo.
Vi aspettiamo! il collettivo Bida
per iscrivervi a bida
qui il manifesto 
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Da venerdì 29 giugno al 1 luglio CoraAzone 2018: Sprigioniamo Libertà (Sabato 30 giugno al circolo)

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VENERDì 29 GIUGNO
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>>> H 21.00 c/o Scuola Popolare di Musica Ivan Illich, Via Giuriolo 7
JEDBALAK IN CONCERTO
Tradizione musicale Gnawa del Marocco/contaminazione 
Contro ogni sfruttamento, contro ogni razzismo
Intervengono:
Federico Fornasari (Federazione del Sociale — USB) 
Mimmo Perrotta (attivista e sociologo UNIBG)
Jedbalak sono:
Abdullah Ajerrar: voce, guembry, krakeb, tbel
Mimmo Mellace: batteria, tianas, cori, percussioni
Gianluca Sia: mandola, tastiera, sax soprano
Nico Canzoniero: chitarra elettrica
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SABATO 30 GIUGNO
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>>> H 12.00 c/o Circolo Berneri, Cassero di Porta Santo Stefano
PRANZO SOCIALE «Pret-à-magnér»
>>> H 18.00 c/o Scuola Popolare di Musica Ivan Illich, Via Giuriolo 7
GRANDE FESTA CONVIVIALE CON I CORI:
1. Agrimanto (Bologna)
2. Cenciallegre (Modena)
3. Chorale des Sans Nom (Nancy)
4. Corcó d’ALPS (Barcellona)
5. Coro di Micene (Milano)
6. Coro sociale di Trieste
7. Hard Coro de’ Marchi (Bologna)
8. I giorni cantati di Calvatone e Piadena
9. Le vie del canto (Genova)
10. Marina e Bruno (Brescia)
11. Si bémol et 14 demis (Parigi)
e inoltre… Laboratorio creativo per grandi e piccini a cura di ConCiBò: Intrecciar senza paura! Audaci trame di stoffa ed altre diavolerie…
Al termine della festa, CorAzone invita tutti a raggiungere l’XM 24 per continuare a festeggiare insieme nell’anniversario della minaccia (mancata) del loro sgombero. Gli spazi autogestiti sono ossigeno per la città!
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DOMENICA 1 LUGLIO
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>>> H 16.00 c/o La Casona, Ponticelli di Malalbergo
MERENDA SOCIALE con i canti delle 
Mondine di Bentivoglio e dei cori «superstiti»… Ricordando Renata…
Questa edizione è dedicata a Daniela, amica e compagna insostituibile, corista, insegnante appassionata, donna forte e coraggiosa che ci ha lasciati davvero troppo presto.
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Venerdi 22 Giugno – Presentazione dello Spaccio Popolare Del Circolo Anarchico Berneri @StellaNera Modena

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2 giugno ore 9: facciamo la festa alle forze armate! Cacerolazo sotto alle due torri

Azzerare le spese militari, abolire gli eserciti, redistribuire la ricchezza

Ogni 2 giugno, nell’anniversario del referendum che nel 1946 sancì finalmente la fine della monarchia, si celebra la nascita della repubblica italiana. Ma come ogni stato che celebra se stesso quel giorno è in realtà la festa delle forze armate. A Roma il presidente della repubblica depone la solita corona d’alloro all’altare della patria e la parata militare invade i Fori e non risparmia neppure il cielo.

Un po’ ovunque parate, marce e marcette fanno sfoggio di simboli e retoriche militari. Uomini e donne in divisa, armi e mezzi ostentano il monopolio della violenza, ammorbando l’aria di retorica patriottica, mentre chi riceve le commesse si sfrega le mani ingrassando gli ingranaggi della perdurante rapina e gli esecutori continuano a eliminare essere umani per mezzo mondo seminando terrore e distruzione.

La guerra è guerra, ovvero distruzione e morte, a meno che non si voglia credere alla retorica del peace keeping o delle cosiddette “guerre umanitarie”.

E allora 2 giugno cosa ci sarebbe da festeggiare?

Il fatto che l’esercito italiano contribuisca ad ammazzare civili in Medio Oriente, Africa, Afghanistan ecc., per terra, per mare e per cielo?

Il fatto che risorse pubbliche vengano sottratte a tutti noi per utilizzarle al fine di accrescere una grandeur italiana fatta di armi e mezzi sempre più tecnologicamente avanzati, non ultimi automi e droni che sono in grado di ammazzare con ancora più freddezza e precisione?

Il fatto che intere porzioni di territorio, dal Friuli alla Sicilia, dal Veneto alla Campania, alla Sardegna, siano state sottratte per essere utilizzate come caserme, poligoni e basi militari?

Il fatto che la popolazione di questi territori subisca sovente effetti mortali sulla propria salute per l’utilizzo di urano impoverito durante le esercitazioni, come avviene ad esempio a Salto di Quirra (Ogliastra) e a Capo Teulada (cagliaritano)?

Il fatto che, nonostante la contrarietà della popolazione locale, sia stato finalmente installato il sistema di comunicazioni satellitari militari ad alta frequenza MUOS (Mobile User Objective System) a Niscemi, per meglio permettere all’esercito americano di perpetuare il proprio dominio globale?

Il fatto che le potenze mondiali, Stati Uniti e Russia in testa, ci stiano regalando una nuova, precipitosa corsa agli armamenti nucleari in cui anche lo stato italiano fa la sua parte, ad esempio con i nuovo F35 predisposti per missioni nucleari “tattiche” o con i suoi porti sempre più nucleari?

Il fatto che la propaganda militarista si stia dispiegando in maniera sempre più diffusa, insinuandosi nelle università, nelle scuole e nei vari ambiti educativi anche attraverso percorsi di alternanza scuola-lavoro, corsi formativi e stage che vedono la presenza più o meno manifesta delle forze armate?

Il 2 giugno non c’è niente da festeggiare; c’è da far sentire il dissenso nei confronti dell’ostentazione di quella violenza che lo stato italiano mette in opera continuamente fuori e dentro i propri confini.

C’è da dire ad alta voce che se vogliamo fermare le guerre bisogna farla finita con gli stati nazionali, eliminare le frontiere e gli eserciti. Altra via d’uscita non c’è.

Suoniamo forte pentole e padelle!

Cacerolazo contro la cerimonia militare in piazza Maggiore!

Sabato 2 giugno 2018 ore 9 sotto le due torri, Bologna

Circolo “Anarchico C. Berneri” – circoloberneri.indivia.net

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Domenica 3 giugno dalle ore 11. Assemblea di rebAl (Rete delle biblioteche e degli archivi anarchici e libertari). Al circolo

Cos’è rebAl?
RebAl è una rete di collaborazione tra biblioteche, archivi e centri di documentazione specializzati in storia, teorie e culture dei movimenti anarchici e libertari.Il pri ncipio ispiratore di rebAl è la volontà di facilitare l’accesso pubblico al patrimonio culturale libertario, nella convinzione che la sua più ampia circolazione sia uno strumento importante nei processi di trasformazione sociale e di diffusione dei principi e delle pratiche antiautoritarie. http://www.rebal.info/
 
L’assemblea è aperta agli aderenti Rebal e alle biblioteche-archivi anarchiche e libertarie interessate al progetto.
Ordine del giorno provvisorio:
1) omeka, distribuzione account e presentazione dello strumento
2) nuove integrazioni in rebal e stato dell’arte
3) situazione delle biblioteche e progetti in corso
4) rinnovo quote 2018 e stato cassa
5) ficedl
6) varie ed eventuali
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Venerdì 18 maggio ore 20. Inaugurazione della nuova biblioteca e sala studio del circolo

Dopo quasi un anno di incessante lavoro e preparazione, viene inaugurata la nuova biblioteca e sala studio “Elio Xerri” del Circolo Anarchico “C. Berneri”.
Oltre a una vasta collezione di materiale relativo ai movimenti sociali e in particolare a quello anarchico e libertario disponibile per il prestito, ad alcune postazioni informatiche dedicate alle ricerche sul catalogo e bibliografiche – utilizzando il portale RebAl ( http://www.rebal.info ) – e ad un ambiente luminoso e tranquillo in cui studiare o fare le proprie ricerche la biblioteca e sala studio si propone come luogo di discussione, di dibattito. Uno spazio di confronto per la diffusione del pensiero anarchico e libertario.
All’inaugurazione verranno aperti per la priva volta gli spazi della biblioteca e sala studio al pubblico e verranno presentate le attività che la caratterizzeranno per il futuro.
dalle ore 20:00
@ Circolo Anarchico Camillo Berneri, p.zza di Porta S. Stefano, 1
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Venerdì 25 maggio 2018 ore 20 C’est ne qu’un début, continuons le combat! 1968//2018. A cinquanta anni dal ’68 aperitivo, a seguire dibattito e filmati. Al circolo

A cinquanta anni dal ‘68 parliamo di quel movimento, della contestazione a tutte le autorità che ha portato con sé, dell’incontro tra i giovani antiautoritari e l’anarchismo. 
Maggio 1968, a Parigi: sulle sessanta barricate sventolano le bandiere nere, cortei di centinaia di migliaia di persone invadono la città, gli operai danno vita allo sciopero generale più lungo del dopoguerra, la sera del 24 i manifestanti appiccano fuoco alla Borsa. È l’evento simbolico di una marea che cresce in maniera carsica fin dall’inizio degli anni Sessanta e che critica tutte le istituzioni (famiglia, scuola, lavoro, esercito, polizia, magistratura, chiesa, partito) rovesciando l’autorità e la gerarchia, rivendicando e praticando forme di autogestione e di azione diretta contro ogni istituzione sociale: al posto della famiglia la comune, al posto della delega l’assemblea e l’occupazione.
In questa sua esplosione il movimento del ‘68 si incontra con l’anarchismo. È uno scambio complesso: si confrontano, si scontrano, si influenzano a vicenda i giovani “sessantottini” e le vecchie generazioni di anarchici: quelli de “i nostri monti in Spagna”, della Resistenza al franchismo prima e al fascismo poi. 
Il momento più intenso di questo incontro/scontro è il congresso internazionale anarchico che si tiene a Carrara nel settembre del 1968. Se a unire tutti è la volontà di rivolta contro il vecchio mondo, gli anarchici vedono con sospetto il giudizio positivo che alcuni  giovani libertari, protagonisti del ‘68 francese (tra cui Daniel Cohn-Bendit), formulano nei confronti delle esperienze comuniste cubane e cinese ritenute alternative a quella sovietica.
Ne discuteremo con: 
Olga Massari, che ci introdurrà nel complesso mondo del ’68
Toni Senta, che si concentrerà su provos, fermenti, movimenti libertari e anarchismo giovanile negli anni sessanta
Roberto Zani, curatore del libro “Alla Prova del ’68. L’anarchismo internazionale al congresso di Carrara”, parlerà del congresso internazionale anarchico di Carrara, della grande attenzione mediatica che suscitò e dei percorsi politici dei vari partecipanti a quell’avvenimento.
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