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19/9 Cinema antimilitarista: I recuperanti

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In occasione del Convegno “tu sei maledetta – uomini e donne contro la guerra 1914-1918″ che si terrà a Venezia il 20-21 settembre 2014 il Circolo Anarchico “C. Berneri” e il Gruppo Mannaja – cinefilia militante organizzano una mini-rassegna cinematografica antimilitarista, in contemporanea con la rassegna analoga che si terrà per tutto il mese di settembre a Mestre.

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Venerdì 19 settembre

ore 19 aperitivo libertario
ore 21 proiezione di:
I recuperanti
di Ermanno Olmi 1970

Altopiano di Asiago, 1945. Sopravvissuto alla guerra, Gianni torna al proprio paese ma non riesce a trovare lavoro.
Incontra il vecchio Du, che vive recuperando vecchi materiali bellici della prima guerra mondiale e si mette in società con lui, sperando così di evitare l’emigrazione all’estero e guadagnare i soldi per mettere su famiglia.
durata 94
Girato con attori non professionisti

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12/9 Cinema antimilitarista: Una lunga domenica di passioni

fucile
In occasione del Convegno “tu sei maledetta – uomini e donne contro la guerra 1914-1918″ che si terrà a Venezia il 20-21 settembre 2014 il Circolo Anarchico “C. Berneri” e il Gruppo Mannaja – cinefilia militante organizzano una mini-rassegna cinematografica antimilitarista, in contemporanea con la rassegna analoga che si terrà per tutto il mese di settembre a Mestre.

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Venerdì 12 settembre

ore 19 aperitivo libertario
ore 21 proiezione di:
Una lunga domenica di passioni
di Jean Pierre Jeunet, 2004

Durante la prima guerra mondiale, cinque soldati francesi vengono accusati di lesioni volontarie per ottenere il congedo, e condannati a morte. Alcuni anni dopo Mathilde, la fidanzata di uno di loro, intraprenderà una inchiesta personale per scoprire la verità.
durata 134

Info:

http://mannaja.indivia.net/

http://circoloberneri.indivia.net/

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martedì 29 luglio Cena “Viva Gaetano Bresci…”

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lunedì 14 luglio Cucine ribelli

ore 19.30 aperitivo con letture tratte dal libro Cuoche ribelli

ore 20.30 cena ribelle a cura della rete Eat the rich, con ricette tratte dal libro Cuoche ribelli

ore 22.00 lettura: Cucine resistenti, le mense autogestite dai confinati sotto il regime fascista

al circolo anarchico Berneri, piazza porta S.Stefano 1, Bologna

serata a cura della rete Eat the rich reteeattherich.noblogs.org

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venerdì 20.06 presentazione di “Capaci di intendere e di volere”

venerdì 20 giugno 2014

dalle ore 19.30 aperitivo libertario e distribuzione di materiale di contorinformazione e stampa anarchica

alle ore 20.30 presentazione di “Capaci di intendere e di volere. La detenzione in manicomio degli oppositori al fascismo”

(ed. Zero In Condotta 2014)

con l’autore Marco Rossi

Consultando i fascicoli del Casellario politico centrale (Cpc) in cui sono archiviati i dati e i documenti relativi ai presunti sovversivi ed antifascisti incorsi nella repressione poliziesca e giudiziaria, salta agli occhi una ricorrente evidenza: centinaia di donne e uomini, “schedati” per le loro idee e il loro agire in contrasto con l’ordine costituito, sono stati privati della libertà, non solo in carcere o al confino, ma dentro strutture manicomiali.
In Italia il sistematico utilizzo del manicomio per reprimere, silenziosamente, gli oppositori e i fuori-norma era stato teorizzato nell’Ottocento dal criminologo riformista Cesare Lombroso e applicato dallo Stato liberale contro il nascente movimento operaio e contadino.
Durante il regime fascista la detenzione manicomiale venne praticata con logica totalitaria e disumana, nel tentativo di annientare le vite e le intelligenze non sottomesse, rinchiudendo e torturando i corpi delle persone libere nei lager della follia; poco importa se le loro r/esistenze durarono pochi giorni o un ventennio: tutte meritano d’essere degnamente considerate e tenute presenti come parte della rivolta contro l’insana normalità di ogni potere bio-politico.

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Un settimana rossa

Una settimana rossaPresentazione della graphic novel

“Una settimana rossa”

In occasione del centenario di quella rivolta ricordata come Settimana Rossa, è uscito un fumetto curato da Biblioteca Travaglini e Anarchici/che  Valcesano

Nel giugno 1914 un moto insurrezionale partito da Ancona si diffuse a macchia d’olio nelle marche, in Romagna e nelle principali città del Regno.
La rivoluzione sociale sembrò per un attimo a portata di mano

Venerdì 13 giugno

ore 19 Aperitivo libertario

ore 20.30 Presentazione

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Kronštadt nella rivoluzione russa

“Kronstad nella rivoluzione russa”

il 30 maggio al Circolo Anarchico Camillo Berneri

dalle 19 Aperitivo libertarioa

dalle 20.30 presentazione

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Presentazione della prima traduzione del libro di Tomasz Parczewski sui rivoluzionari di Kronštadt, i più radicali di tutta la Russia, che si ribellarono prima al potere zarista, poi, nel 1917, al Governo provvisorio, infine al potere comunista nel 1921. Edizioni Colibrì / Candilita. A cura di Giuseppe Aiello

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Manifestazione No CIE No CARA domenica 18.05 Bologna

I compagni e le compagne del circolo anarchico Berneri parteciperanno e invitano a partecipare alla manifestazione contro la riapertura del CIE di Bologna, contro tutti i CIE e tutti i CARA.

Senza frontiere, nessuna galera!

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venerdì 16.05 Di Porta in Porta R-Esistiamo in autogestione!

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Di Porta in Porta R-Esistiamo in autogestione!

Un’esposizione vivente dell’autogestione contro la museificazione degli spazi pubblici, contro lo sgombero di Atlantide

C’è una Stra(na)Bologna, solo apparentemente sommersa. Una Bologna che r-esiste alla gentrificazione del centro storico prodotta da Eataly, alla speculazione e spettacolarizzazione del cibo promossa da F.I.C.O, che rifiuta la logica della sussidiarietà dietro la quale si nascondono lavoro gratuito, sfruttamento della cittadinanza attiva e precarietà, che si oppone alla riapertura del CIE e alla presenza in città di sedi neofasciste come quella di Casa Pound, che risponde #Io Decido! alle preghiere dei cattointegralisti misogini e lesbotransomofobi davanti agli ospedali pubblici.

E’ la Bologna dell’autogestione e dell’autorganizzazione, dell’autodeterminazione delle donne e delle lesbiche, delle soggettività gay e trans, delle migranti e dei migranti, di precari-e e disoccupat*.

Quella che ha costruito e continua a costruire una cultura e una pratica viva della valorizzazione delle differenze, dell’antisessismo, dell’antifascismo e dell’antirazzismo, dell’antiproibizionismo e dell’antiautoritarismo, della libera circolazione delle persone e dei saperi. Quella che r-esiste allo sfacelo prodotto dal modello di sviluppo capitalista promuovendo relazioni sociali orizzontali e realmente cooperative. Quella che inorridisce di fronte all’idea che l’esperienza di Atlantide, che in quindici anni ha reso Porta Santo Stefano uno spazio pubblico comune femministatransfrociopunk, venga sgomberata e rimpiazzata da un museo.

E’ la stessa Bologna che venerdì 16 maggio, dalle ore 17 alle ore 20, si ri-prenderà la città trasformando le sue Porte in un’esposizione vivente dell’autogestione, contro la museificazione degli spazi pubblici, contro lo sgombero di Atlantide. Atlantide R-esiste!

::: Programma (in aggiornamento) :::

Porta Galliera ► Porta delle Pratiche di autogestione in movimento con musica, palestre popolari, interventi antipro e rete delle mense autogestite.

Porta Mascarella ► Porta del diritto all’abitare, con le occupanti e gli occupanti di via Irnerio, via Toscana e via XXI Aprile.

Porta San Donato ► Porta Senza Frontiere, con mostra e materiali informativi verso la manifestazione #NoCieNoCara del 18 maggio.

Porta San Vitale ► Porta dei Ritmi R-esistenti, con la Sambalotta.

Porta Mazzini ► Porta dell’Autodeterminazione…di aborto libero e obiettori estinti! ♀♀

Porta Santo Stefano ► Porta della R-esistenza, concerti, apericena, debutto della Corale Atlantidea, Mostre viventi e qualche altra sorpresa con Atlantide e Berneri.

Porta Saragozza ► Porta Instant Drag, entri di un genere, esci di un altro!

Porta Lame ► Porta delle Arti Sociali, musica, video e danza con le lavoratrici e i lavoratori dello spettacolo.

::: Biciclettata solidale di Porta in Porta, con AntifaBikePunx: appuntamento alle ore 17 alla Porta delle Pratiche di autogestione in movimento (Porta Galliera)

::: Gran Tour delle Porte R-esistenti: appuntamento alle ore 19.00 alla fermata del 32 di fronte alla Stazione Centrale

per ulteriori info: atlantide(punto)resiste(at)gmail.com

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Corteo antifascista a Bologna 24 maggio 2014

Chiudiamo CasaPound! Nessuno spazio ai fascisti!
Corteo a Bologna – Sabato 24 Maggio

Da troppo ormai i fascisti di Casapound hanno aperto una loro sede in via Malvolta 16/d, nel quartiere Murri a Bologna. Due anni sono passati da quando, dietro la copertura di una fantomatica associazione culturale, “Sole e acciaio”, si sono fatti affittare un locale al piano terra da Biagetti, titolare dell’omonimo esercizio commerciale in via Emilia Levante 94.

Chi sono i fascisti di Casapound lo sanno tutti. Nel corso degli ultimi anni sono state decine le aggressioni fisiche contro oppositori politici, o chiunque sia da loro ritenuto “diverso”. Nel 2008 a Piazza Navona hanno bastonato gli studenti che protestavano contro la cosiddetta “riforma” Gelmini. Nel dicembre 2011 Gianluca Casseri, militante della sede di Casapound di Firenze, ha preso il fucile e ha sparato sui venditori ambulanti dei mercati rionali ammazzando due lavoratori senegalesi e ferendone tre.

Fin dall’apertura i residenti del quartiere Murri si sono mobilitati e hanno dato vita a iniziative di informazione rivolte alla cittadinanza e agli abitanti. Si è costituito un coordinamento antifascista di zona che ha organizzato nel novembre del 2012 un corteo nel quartiere partecipato da più di mille persone tutti uniti nell’esprimere la propria volontà: la sede di via Malvolta deve chiudere subito! Da allora a oggi si sono tenute numerose iniziative di controinformazione e sensibilizzazione con presidi, volantinaggi, passeggiate in quartiere, giornate di socialità e dibattito al parco della Lunetta Gamberini nella convinzione che quella sede è fonte di pericolo per l’incolumità di tutti e che da lì i fascisti se ne devono andare!

I rappresentanti istituzionali del Quartiere, con in prima linea la presidente Ilaria Giorgetti e il vice presidente Mario De Dominicis, entrambi di Forza Italia, hanno sempre favorito la propaganda di Casapound e di altri neofascisti o neonazisti dichiarati concedendo a ripetizione sale pubbliche e patrocini a gruppi di estrema destra e cercando persino di intitolare una sala di Quartiere a Rachele Mussolini, la moglie del Duce. Da parte sua la giunta comunale Pd non ha mai espresso nemmeno una parola sulla presenza della sede e l’ANPI si è adeguato al silenzio. In piena campagna elettorale, nel febbraio 2011, il sindaco Merola aveva detto riferendosi a una sede di Casapound in via Guerrazzi (chiusa ancora prima di aprire grazie a una vasta mobilitazione antifascista): “Non vedo con piacere che si apra una struttura di questo tipo […] non c’è la libertà di opinione sul fascismo”. Tutto ciò non ci stupisce ma vale la pena constatare quanto siano meschini i nostri governanti, ad ogni livello.

Di fronte a tutto ciò noi non possiamo tollerare oltre la presenza di una sede di Casapound o di altre simili formazioni fasciste a Bologna.

Perchè sono intolleranti e razzisti, odiano gli immigrati e fomentano l’odio tra la gente con la loro propaganda. E come sappiamo dall’odio alla violenza razziale il passo è breve. Non si può usare come capro espiatorio dell’attuale situazione conomica e sociale italiana chi ha la colpa di essere ancora più povero e scappa da una vita di di stenti e miseria. La colpa è di chi governa e di chi vota e sta a guardare.

Perchè sono omofobi e omofobe, sostengono la famiglia tradizionale e vorrebbero precludere diritti civili e libertà a chi ha altri gusti sessuali. Con questo discorso sulla famiglia tradizionale veicolano tra l’altro un’idea della donna, moglie e madre, tipica del periodo fascista, che dal dopoguerra ad oggi in milioni hanno rifiutato, nel nome dell’autodeterminazione della donna e della sua libertà di scelta se donare o meno il proprio corpo alla patria.

Perchè sono xenofobi e nazionalisti. Certo, come tanti altri perchè questa oggi tra l’altro è la moda. Ma osservando i conflitti che nel mondo si sono susseguiti negli ultimi decenni, moltissimi dei quali hanno visto grossi spargimenti di sangue, migrazioni forzate di massa, campi profughi e altre atrocità, sono stati mossi da idee nazionaliste. L’idea che entro certi confini risiedano solo persone appartenenti alla stessa nazione (per discendendenza di sangue) è antistorica. Da sempre l’umanità si è incrociata, migrando, dando vita alle più belle e ricche culture, ed esperienze di convivenza e tolleranza che sono alla base di una società inclusiva, libera e più giusta.

Il nostro antifascismo noi non lo deleghiamo. Noi siamo quelli che ogni giorno si autorganizzano e costruiscono un’alternativa reale alla sistematica devastazione sociale, ambientale e culturale in cui i governanti ci vogliono costringere.

Noi siamo quelli impegnati ogni giorno nella lotta per condizioni di lavoro dignitoso e per il diritto al reddito, per la scuola pubblica e gratuita e per un’altra università, per il diritto alla casa e per la libertà di movimento dei migranti, in difesa dell’ambiente e contro le megaopere come il TAV, contro il militarismo e per lo smantellamento delle basi militari, contro la discriminazione di genere e il razzismo, contro le galere e gli abusi degli uomini in divisa.

Noi siamo quelli che diamo vita a spazi liberati, concreti e reali, dove è possibile mangiare sano a prezzi popolari, acquistare cibi biologici, andare al cinema gratuitamente, assistere a presentazioni di libri, a seminari o a concerti, fare un laboratorio di danza o per i bambini, coltivare un orto o stampare in serigrafia, ecc dove è possibile insomma vivere senza sfruttamento né gerarchia.

Noi siamo tutto l’opposto dei fascisti perché portiamo un mondo nuovo dentro di noi e lo facciamo crescere attimo dopo attimo. I fascisti invece sono i servi di questo sistema che vogliamo trasformare, pronti ad offrire i propri servizi alle manovre più torbide e reazionarie dei poteri forti.

Noi facciamo nostro uno slogan che non perde mai d’attualità: fascisti carogne tornate nelle fogne!

Invitiamo quindi tutti i gruppi, le associazioni, le realtà, le singole e i singoli antifascisti a scendere di nuovo in piazza sabato 24 maggio per un corteo popolare e determinato che imponga la chiusura di Casapound

Bologna Antifascista

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