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Apre lo “Sportello di Autodifesa Digitale”, ogni martedi dalle 18.30 alle 20 su appuntamento

Da martedì 25 luglio, dalle 18.30 alle 20, parte al Circolo Anarchico Berneri in collaborazione con Hacklabbo/Xm 24 lo “Sportello di Autodifesa Digitale”.
Cerchiamo di rispondere con un approccio consapevole all’introduzione delle leggi repressive presenti nel  DDL Orlando che vedono, attraverso la legalizzazione dei trojan di stato, un attacco agli spazi digitali senza precedenti.
Apriamo questo spazio in cui e’ possibile formarsi, auto formarsi e avere assistenza sulle  tematiche legate alla privacy, alla sicurezza informatica e alle problematiche legali digitali.
Lo sportello funzionerà su appuntamento, da richiedere via email aberneri@autistici.org. Un compagno o una compagna nerd vi seguiranno individualmente.
Le tematiche che verranno affrontate saranno:
  • criptaggio sistema operativo.
  • gpg email crittate.
  • owncloud, crabgrass (we­riseup), servizi (self hosted) alternativi ai vari google drive etc, per singoli e collettivi.
  • tor browser, tor, vpn (navigazione anonima).
  • chat e tutela dell’anonimato.
  • creazioni chiavette tails (distribuzione linux focalizzata per la privacy).
  • distruzione definitiva file e bonifica dei file gia’ cancellati.
  • consigli di sicurezza sul mobile.
  • riduzione del danno e formazione al rischio relativamente ai social network.
  • aiuto/autoaiuto per situazioni specifiche.
  • problematiche legali.
Ogni martedì dalle 18.30 alle 20.00/Porta S. Stefano 1a, previo
appuntamento da richiedere a: berneri@autistici.org –https://circoloberneri.indivia.net/
Non si riparano computer! Ricordiamo che per quello c’e’ l’ofpicina:http://ofpcina.net
Vienici a trovare anche per farlo assieme 
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29 luglio 1900 Gaetano Bresci uccide Umberto I // sabato 29 luglio 2017 ore 20:00: grande cena di sottoscrizione al Circolo

29 luglio 1900 Gaetano Bresci uccide Umberto I // sabato 29 luglio 2017 ore 20:00: grande cena di sottoscrizione al Circolo

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Comunicato sui fatti del 28 Giugno

Alla luce della provocatoria presentazione di un fumetto sul fascista Sergio Ramelli, nella giornata del 28 giugno 2017, gli spazi sociali che popolano il quartiere Santo Stefano si sono attivati per opporsi a tale presenza.

Nei giorni scorsi, la condanna di questa iniziativa è stata espressa con veemenza in più sedi, manifestando con chiarezza l’incompatibilità della presenza fascista con il nostro quartiere.

Nonostante ciò, le istituzioni locali e la Questura hanno ritenuto opportuno permettere e difendere la presenza dei fascisti in città.

Comune e Quartiere, non ci stupisce, si sono lavati le mani rispetto a questa infame presenza con la scusa che l’iniziativa si sarebbe tenuta in una sala privata. Le istituzioni comunque non hanno mai negato veramente l’iniziativa, ma anzi hanno proposto altre sale comunali ai fascisti. Alla fine la “soluzione di comodo” è arrivata da Michele Laganà, noto fascista bolognese e squadrista degli anni passati, gestore del centro sociale anziani del Baraccano che è stato messo a disposizione per la presentazione.

Nel pomeriggio, il Baraccano è stato trovato militarizzato da un ingente schieramento di polizia.

Dalle 16 il Circolo Anarchico C. Berneri è rimasto aperto, per garantire l’agibilità e la sicurezza di tutte e tutti gli antifascisti/e. Alle 18:30, gratuitamente e in spregio a qualunque senso della misura, la polizia ha caricato le persone presenti al Labas. Alle 20, un gruppo di fascisti ha sfilato con fare aggressivo davanti al Circolo, scortati dalla DIGOS e dalle forze di polizia: una vile provocazione che non ci sorprende, mostrando ancora una volta la connivenza tra questi loschi figuri.

Una scena su tutte descrive bene questo stato: un funzionario della DIGOS che abbraccia fraternamente uno dei fascisti che aveva appena sfilato in strada.

Mezz’ora dopo un altro gruppetto di fascisti è stato fatto passare davanti al Circolo; un’auto della DIGOS, che stazionava presso gli spartitraffico dell’incrocio dei viali con via Murri, è accorsa per difendere i fascisti puntando a forte velocità verso alcuni compagni in strada che non sono stati investiti solo per alcuni centimetri.

Successivamente il nostro spazio è stato militarizzato, così come poco prima era avvenuto col Labas.

Col Circolo minacciato da fascisti e polizia, è stato lanciato un appello ad accorrere in quartiere: appello che è stato accolto con rapidità e determinazione da tutto il movimento. Più di un centinaio di persone hanno risposto e si sono precipitate al cassero di Porta S. Stefano.

La risposta di tutte le realtà cittadine, pronta e determinata, ha garantito l’agibilità delle strade del nostro quartiere. Ai compagni e alle compagne che hanno risposto alla chiamata va tutto il nostro ringraziamento.

Questo, insieme ai fatti successi recentemente alla scuola di Poggetto, è solo l’ultimo evento che ci restituisce una realtà inquietante. Da una parte la repressione statale con gli ultimi decreti firmati dal ministro Minniti e dall’altra un’azione sempre più invasiva dei gruppi fascisti nei nostri territori che stanno tentando di creare un clima di paura e guerra fra poveri.

L’evidente disinteresse delle istituzioni e delle loro dichiarazioni su come avessero “le mani legate” dimostra come esse siano un sistema di governo molto attento alla riproduzione di rapporti clientelari e speculativi, che agisce veloce e compatto (a fronte delle chiacchiere da giornanle!) quando si tratta di sgomberare gli spazi autogestiti o nell’allontanamento dei soggetti emarginati, mentre è sordo, lento e appunto con “le mani legate” quando si devono difendere valori quali l’antifascismo o diritti come quello alla casa. Proprio per questi motivi non ci stancheremo mai di promuovere l’autogestione, l’autorganizzazione e l’azione diretta come pratiche che garantiscono una vera partecipazione di tutti e tutte alla vita pubblica.

Ribadiamo la nostra solidarietà ai compagni e alle compagne che hanno subito le cariche davanti al Labas: continueremo a monitorare e contrastare la feccia fascista che non verrà tollerata né qui né altrove.

Ribadiamo altresì la necessità di organizzare momenti di diffusione sociale dell’antifascismo e di coltivare reti di solidarietà fra i diversi territori.

Bologna, 29 giugno 2017

I compagni e le compagne del Circolo Anarchico C. Berneri

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Mercoledì 28 giugno resistenza e creatività antiautoritaria contro i fascisti al Baraccano (e altrove)

Mercoledì 28 giugno resistenza e creatività antiautoritaria contro i fascisti al Baraccano (e altrove)
Mercoledì 28 giugno, alle ore 21.00, presso il Centro sociale Baraccano di Via Santo Stefano 119 – secondo un manifesto che gira sul web a firma della casa editrice, ma la cosa non risulta nel calendario del Baraccano – si dovrebbe tenere la presentazione di un fumetto su Sergio Ramelli pubblicato dalla casa editrice d’ispirazione neofascista «Ferrogallico».
Sergio Ramelli fu un giovane squadrista del Fronte della Gioventù che nel Giovedì Nero del 12 aprile 1973 era fra le schiere neofasciste che a Milano gettarono tre bombe a mano contro la polizia ferendo varie persone e uccidendo l’agente Antonio Marino…
Il 13 marzo 1975 Sergio Ramelli venne aggredito a Milano da un gruppo di militanti di Avanguardia Operaia e fu ripetutamente colpito anche con chiavi inglesi morendo dopo più di un mese d’agonia il 29 aprile del ’75.
Intanto, fra il 16 e il 17 aprile del 1975 venivano assassinati nelle strade di Milano gli antifascisti Claudio Varalli e Giannino Zibecchi.
Erano anni in cui i neofascisti uccidevano tantissimi attivisti di sinistra o anche solo persone che potevano sembrarlo. Ed erano gli anni delle bombe e delle stragi di estrema destra.
Oggi Sergio Ramelli è l’icona del vittimismo dei neofascisti che strumentalizzano ogni anno un episodio tragico per legittimare la propria ideologia e la propria violenza. È il pretesto con cui a Milano festeggiano un 25 aprile nero con croci celtiche, saluti romani, concerti nazirock e parate in ricordo della Repubblica Sociale.
L’ultima volta che l’estrema destra ha fatto un’iniziativa al Baraccano, cinque neofascisti hanno provato ad aggredire con un coltello alcuni studenti all’ingresso della vicina Facoltà di Scienze Politiche in Strada Maggiore 45 mentre era in corso l’allestimento di una serata.
Tanto più che oggi a Bologna vediamo troppe svastiche, troppe provocazioni intimidatorie, troppa acquiescenza verso le frange neofasciste.
Nella sua storia Bologna ha dovuto subire tante provocazioni, violenze e stragi prima fasciste e poi neofasciste. È una città che ha pagato a caro prezzo le strategie autoritarie dell’estrema destra, dalla strage del 2 agosto 1980 alla banda della Uno bianca. Non merita che un manipolo di nostalgici in doppio petto la imbrattino con la loro propaganda e le loro fandonie.
Vi sarà fra gli altri l’avvocato Alessandro Pellegrini, un azzeccagarbugli secondo cui Federico Aldrovandi sarebbe morto per «un mix micidiale di droga e alcol», e lo stragista nero Luigi Ciavardini sarebbe invece «innocente»…
Vi sarà il cantante nazirock Federico Goglio che non perde occasione di fare il saluto romano…
Vi saranno i soliti Massimiliano Mazzanti e Michele Facci, un tempo vicini agli squadristi di CasaPound…
Vi sarà certo anche un pubblico scelto di picchiatori che si farà un giro a Bologna per scorrazzare in centro fin dal pomeriggio…
Nel caso la presentazione avesse davvero luogo, invitiamo tutte e tutti alla vigilanza, alla resistenza e alla creatività antiautoritaria.
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Solidarietà con i compagni e le compagne colpiti/e da fogli di fogli di via

Esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti delle compagne e dei compagni colpiti/e da fogli di via e invitiamo tutte e tutti a partecipare alla cena di lunedì 19. Per una valutazione sulla progressiva compressione delle libertà e sulla necessità di una risposta coordinata e unitaria da parte dei movimenti rimandiamo al comunicato dell’Associazione di mutuo soccorso per il diritto di espressione https://mutuosoccorso.noblogs.org/
Terrorizzare e reprimere
Scriviamo queste righe con l’elicottero che ci ronza sulla testa, a G7 Ambiente ancora in corso. Terrorizzare e reprimere sono le parole che meglio spiegano quanto è avvenuto in questi giorni di giugno 2017 a Bologna. Migliaia di poliziotti, altrettante identificazioni, un numero imprecisato di fermi e di fogli di via preventivi. In base a informazioni di polizia, viene fermato chi arriva in città e la questura ne ordina l’allontanamento. È esattamente quello che faceva il fascismo: in occasione di eventi particolari, come la visita in città del re o di qualche alto gerarca, fermava o allontanava chi era ritenuto “sovversivo” o “pericoloso”.
Insomma “il re è nudo”, “è caduta la maschera”: dite come volete, ma questa è la sostanza. L’arbitrarietà delle decisioni del Ministero dell’Interno tende a essere assoluto, lo spazio per il diritto di espressione e di critica è possibile solo se si resta entro imposizioni sempre più restrittive. Provano a terrorizzarci individualmente, uno per uno, una per una, a reprimere ogni istanza di conflittualità al quadro vigente.
Ciò non ci sorprende, sappiamo che lo “stato di diritto” è tale, se lo è, solo fino a quando i rapporti di forza lo permettono, ed è pronto a esprimere la sua natura di “stato di polizia” tutte le volte che ciò gli è lecito. Sappiamo anche che ciò che è legittimo non è sempre legale, e ciò che è legale non è sempre legittimo. Sappiamo insomma distinguere la realtà materiale dalla propaganda menzognera.
A fronte di questo scivolamento verso uno stato di polizia, oramai esplicito anche in Italia, sulla scia di quanto sta succedendo negli altri paesi europei – si pensi solo alla Francia dove vigono tuttora le leggi d’emergenza –, esprimiamo la nostra solidarietà nei confronti di chi è stato colpito da provvedimenti repressivi e offriamo loro, nei limiti della nostre possibilità, appoggio materiale e morale. Alla base dell’associazione sta proprio il principio di prendersi carico collettivamente dei “guai giudiziari” del singolo.
Vogliamo poi lanciare un messaggio chiaro ai compagni e alle compagne critiche e antagoniste rispetto allo spettacolo del potere: è necessario che rafforziamo i rapporti di mutuo aiuto tra noi, al di là di etichette e distinzioni cosiddette “di area”; è fondamentale che ognuno-a dia quello che può e offra il supporto necessario all’altro-a.
A fronte di un attacco così sfrontato dobbiamo rilanciare tutte e tutti insieme, non lasciando nessuno-a indietro, continuando a costruire percorsi di lotta e di opposizione al sistema capitalista e gerarchico all’insegna dell’autonomia dalle istituzioni e dai loro rappresentanti.
Ci vogliono terrorizzati e disciplinati, ci avranno consapevoli e rivoluzionari.
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Mensa popolare autogestita lunedì 19 giugno con LABORATORIO POPOLARE DI ELETTRONICA

“NOISE CARAVAN E’ un gruppo che va in giro su e giù per l’Italia e
l’Europa ormai da più di due anni, un collettivo informe e mostruoso
sempre mutevole, pieno di musicisti da strapazzo, esperti di eletronica
lo-fi horror, videomaker contro l’immagine, pornoterroristi, squatter di
ogni generre, facilmente identificabili come devianti.”
Si tratta di un laboratorio aperto in cui si mettono assieme le
conoscenze di gruppo per risalire alla costruzione/riparazione di
strumenti musicali elettronici o utensili di uso quotidiano,
    Il metodo è quello antigerarchico e antiscolastico con un approccio
    transfeminista.
A partire dagli integrati 4093 o 4049 cercheremo di costruire dei
semplici Synth ed usando l’integrato 4040 il relativo Sequencer! 
Il risultato sarà un oggettino per produrre ritmi e non il solito buz buzz!
Inizio workshop alle 19:00
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Contro ogni sessismo – Solidarietà alle compagne torinesi!

Nella notte fra il 12 e il 13 maggio, le case di quattro compagne torinesi sono state perquisite e numerosi oggetti personali sottoposti a sequestro.

La causa sono alcune scritte apparse fuori dal tribunale di Torino: “La giudice Minucci protegge chi stupra” e “Raccuia stupratore”.
Infatti, a monte c’è la decisione da parte della magistrata Minuccia di scagionare uno stupratore utilizzando motivazioni pressochè assurde: la vittima dello stupro, Laura (nome inventato), non avrebbe urlato abbastanza e non si sarebbe fatta picchiare abbastanza, pertanto in realtà era consenziente.
Questo ha scatenato la giusta reazione da parte di realtà femministe che hanno semplicemente ribadito la verità: in un caso di stupro, non è la stuprata a dover essere accusata, ma il carnefice.
Ma per lo Stato e i suoi galoppini, ogni cosa è buona solo per presentarsi con la faccia pulita: i percorsi femministi vengono riproposti dai giornali in maniera edulcorata, così che il governo possa nascondere sotto il tappeto la cultura patriarcale e sessista, la costante violenza istituzionale e la visione della donna ereditata direttamente dal fascismo.
Infatti mentre si parla di “governi delle pari opportunità”, vengono tagliate le risorse alle strutture anti-violenza, vengono ristretti il diritto all’aborto e l’accesso ai contraccettivi, viene precarizzato il lavoro (cosa che colpisce ancor più duramente le lavoratrici) e vengono fatte scomparire le soggettività trans, queer e migranti.
L’autore materiale della stretta repressiva che ha colpito le compagne è il PM Rinaudo, già famoso per le deliranti campagne giudiziare contro il movimento NoTav, come per ribadire che quando la casta della magistratura viene svergognata, sono i peggiori di loro a scendere in campo.

La lotta femminista ci unisce tutte, attraversando e intersecando le lotte antirazziste, ecologiche, antifasciste e così via, perché solo con l’emancipazione di tutte potrà esserci l’emancipazione di tutta l’umanità.

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Venerdì 26 Maggio ore 20:00 – Don’t let capitalism get you down Live Resitance NO G20

dalle ore 20 Aperitivo e discussione con Autonomous and anti-capitalism alliance “G20 welcome to hell!”
verso il contro summit di luglio ad Amburgo
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Solidarietà al Rosa Nera squat! – Αλληλεγγύη στην κατάληψη Rosa Nera!

Solidarietà al Rosa Nera squat!

Abbiamo conosciuto i compagni e le compagne dello squat Rosa Nera di Chania durante il meeting anarchico internazionale Tre Ponti svoltosi in Grecia, che ebbe il suo momento centrale proprio a Creta.
Uno spazio stupendo, tenuto in maniera esemplare nel vecchio palazzo del governatore ottomano, direttamente sul promontorio sopra il porto veneziano della città, che da semplice monumento storico è diventato un luogo di aggregazione sociale e politica.

Le persone che lo abitano e lo rendono vivo si dimostrarono anch’esse stupende: ospitali fin oltre quanto avrebbero dovuto, disponibili, politicamente molto capaci e attive.
Ora la proprietà dell’edificio, l’Università, vuole sgomberare quell’esperienza con l’obbiettivo di metterla a profitto proprio mentre la popolazione continua ad affrontare una crisi economica che ne sta distruggendo il tessuto sociale.

Anche qua a Bologna, come in tutta Italia, il capitalismo neoliberista attacca le condizioni di vita delle persone usando come scudo la repressione degli spazi e dei gruppi che lo combattono: nello specifico è la lotta per difendere XM24, Spazio Pubblico Autogestito simbolo della nostra città, che ci sta impegnando.

Dall’altra parte del Mediterrano, rilanciamo il ponte di solidarietà con i compagni e le compagne del Rosa Nera squat; un ponte di resistenza agli sgomberi e alle politiche di austerità che collega Bologna con Chania, costruito sui pilastri della solidarietà, dell’anticapitalismo, dell’antifascismo e dell’internazionalismo.

Non viviamo più come schiavi! // Na min zisoume san douli!

Αλληλεγγύη στην κατάληψη Rosa Nera!

Γνωρίσαμε τους συντρόφους και τις συντρόφισσες της κατάληψης Rosa Nera κατά τη διάρκεια της Μεσογειακής Αναρχικής Συνάντησης “3 Γέφυρες” που έλαβε χώρα στην Ελλάδα, και η οποία κορυφώθηκε στα Χανιά Κρήτης.

Ένας θαυμάσιος χώρος στο λόφο Καστέλι, πάνω από το ενετικό λιμάνι, διατηρημένος με υποδειγματικό τρόπο στην παλιά κατοικία του Οθωμανού πασά, και ο οποίος από απλό ιστορικό μνημείο έγινε ένας τόπος κοινωνικών και πολιτικών συνευρέσεων. Οι άνθρωποι που τον κατοικούν και τον διατηρούν ζωντανό αποδεικνύονται επίσης υπέροχοι: φιλόξενοι και διαθέσιμοι, πολιτικά ικανοί και ενεργοί.

Τώρα, η πρυτανεία του Πολυτεχνείου θέλει να “εκκενώσει αυτή την εμπειρία με στόχο να δώσει τη θέση της στην κερδοφορία, την ίδια στιγμή που ο πληθυσμός εξακολουθεί να βρίσκεται αντιμέτωπος με μια οικονομική κρίση που καταστρέφει τον κοινωνικό ιστό.

Ακόμα και εδώ στην Μπολόνια, όπως σε όλη την Ιταλία, ο νεοφιλελεύθερος καπιταλισμός επιτίθεται στις συνθήκες διαβίωσης των ανθρώπων, χρησιμοποιώντας ως ασπίδα την καταστολή των χώρων και των ομάδων που τον μάχονται: απτό παράδειγμα αποτελεί ο αγώνας που έχει ξεκινήσει για την υπεράσπιση του Δημόσιου Αυτοδιαχειριζόμενου Χώρου XM24, συμβόλου της πόλης μας.

Από την άλλη πλευρά της Μεσογείου, ρίχνουμε τη γέφυρα της αλληλεγγύης με τους συντρόφους και τις συντρόφισσες της κατάληψης Rosa Nera· μία γέφυρα αντίστασης στις εξώσεις και τις πολιτικές λιτότητας που συνδέουν την Μπολόνια με τα Χανιά, χτισμένη στους πυλώνες της αλληλεγγύης, του αντι-καπιταλισμού, του αντιφασισμού και του διεθνισμού.

NON VIVIAMO PIÙ COME SCHIAVI!…

ΝΑ ΜΗΝ ΖΗΣΟΥΜΕ ΣΑΝ ΔΟΥΛΟΙ!…

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Venerdì 19 Maggio ore 20.00 – Proiezione del film “Golden Dawn: a personal affair” di Angélique Kourounis

Una giornalista sta scavando da anni nell’organizzazione del partito neo-nazista greco Alba Dorata.

Il collasso finanziario, l’instabilità politica e i rapporti famigliari sono posti sotto il riflettore mentre il documentario prova a scoprire “cosa accade nella testa dei militanti di Alba Dorata, che si pongono come vittime del Sistema”.

La regista esamina la questione attraverso le proprie ossessioni personali, le sue preoccupazioni e paure, dopo aver dedicato molti anni e altri due documentati televisivi ad avvicinarsi all’organizzazione neo-nazista, divenuta il terzo partito per importanza nel sistema politico greco dopo oltre tre decenni di oscura e sanguinaria attività.

Documentario in lingua greca con sottotitoli in inglese.

Collettivo Exarchia