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14 novembre Sciopero Sociale!

Appuntamento in Piazza Re Enzo h10 per partecipare alla manifestazione. Saremo dietro lo striscione “Mai più schiave. Vogliamo tutto”

We’re riot ;)

Il 14 novembre portiamo in piazza la prima ‘prova’ di sciopero sociale. La sfida è quella di unire le lotte di coloro che parteciperanno allo sciopero di 24h indetto per questa giornata e di coloro che non possono scioperare. Vogliamo dare voce e visibilità a figure del lavoro diverse e molteplici, facendo valere la loro specificità dentro a un percorso comune. Questo percorso è condiviso da decine di città in Italia ed è all’interno di un quadro europeo che vede sempre più realtà – dalla Francia al Portogallo alla Germania – raccogliere la scommessa dello sciopero nell’era della precarietà generalizzata.

Il 14 novembre è una data che guarda al futuro: tornare a parlare di sciopero significa accumulare forza e colpire al cuore dei differenti luoghi della precarietà, dalle cooperative alle fabbriche, dalle università alle case dove si svolge il lavoro domestico. Lavoratrici e lavoratori dipendenti, disoccupati e «occupabili», precarie e precari di ogni genere, operai, migranti e studenti saranno in piazza anche a Bologna per rivendicare chiaramente un salario minimo europeo, un welfare e un reddito europei e per dire basta al lavoro gratuito. Sono queste le tre parole d’ordine attorno a cui si articola lo sciopero sociale, per sfidare sul loro stesso terreno le nuove politiche dell’occupazione italiane ed europee, dal Jobs Act alla riforma degli ammortizzatori sociali (Naspi) al programma Youth Guarantee.

Proprio perché lo sciopero sociale è rivolto a un mondo del lavoro tanto precarizzato quanto frammentato, il Laboratorio lancia due appuntamenti per la giornata del 14 a Bologna. Un primo appuntamento alle 10 in Piazza Re Enzo, in cui convergeranno lavoratori, lavoratrici e studenti che il 14 Novembre incrociano le braccia. Alle 18, sempre in piazza Re Enzo, ci sarà un secondo appuntamento per dare voce e visibilità a coloro i quali la precarietà e lo smantellamento dei diritti impedisce di scioperare, ma che vogliono riappropriarsi dello sciopero.

Incrociamo le braccia, incrociamo le lotte: è tempo di sciopero sociale!


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http://scioperosociale.it/

http://circoloberneri.indivia.net/

 

 

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venerdì 14 novembre presentazione di Terrorizzare e reprimere

Venerdì 14 novembre 2014
presso il circolo anarchico Berneri, piazza di porta s. stefano 1, Bologna
L’associazione di mutuo soccorso per il diritto di espressione organizza
ore 19 aperitivo libertario
ore 20:30 presentazione dell’opuscolo “Terrorizzare e reprimere. Il terrorismo come strumento repressivo in perenne estensione”  a cura dei compagni di Prisonbreakproject

Se terrorismo è “usare una violenza efferata per terrorizzare la popolazione”, come mai 7 compagni sono in carcere con quest’accusa per il danneggiamento di un compressore? Una breve storia dell’uso repressivo del concetto di terrorismo ci può aiutare a capire come il terrorista numero uno (lo stato) possa dare del cornuto all’asino.

Saranno presenti gli autori

prisonbreakproject.noblogs.org
mutuosoccorso.noblogs.org

 

mutuo_soccorso

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Lunedì 3 novembre

Una serata di socialità e convivialità al Circolo Anarchico Berneri.

Per mettere insieme pensieri ribelli, sogni e rabbie, risate e assalti al cielo.

Dalle 20:00 in avanti cena a prezzi popolari

Menu:

Pasta Pascale Crodatzu

Pasta Rojavayê Kurdistanê

 

Distribuzione stampa anarchica fino alle ore 23.30

reteeattherich.noblogs.org

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Homo Comfort

homo_comfortHomo Comfort
Il superamento tecnologico della fatica e le sue conseguenze

di Stefano Boni

h 19 Aperitivo libertario

h20.30  Presentazione con l’autore

La vita comoda piace a tutti, ma è proprio questa accettazione generale e acritica che va interrogata per comprendere i cambiamenti epocali indotti dall’imperante ipertecnologia. Prepotentemente entrata nella nostra routine quotidiana, la comodità è diventata non solo uno stile di vita ma anche un modo di conoscere che ha plasmato la cultura materiale e gli stessi modelli valutativi. Si configura dunque come un fatto sociale totale che ci consente di indagare la cesura antropologica che ha dato vita a una forma inedita di umanità: l’Homo comfort. Un’umanità che va liberandosi dalla fatica e dal dolore, ma che al contempo perde facoltà sensoriali e abilità conoscitive costruite nel corso dei secoli, diventando sempre più dipendente da una tecnologia che usa ma non conosce. Si delinea così un nuovo modo di stare-nel-mondo che risulta sì comodo, ma anche funzionale al mantenimento dell’ordine stabilito.

 

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Il mistero (solubile) dello zucchero assassino

Il mistero (solubile) dello zucchero assassino

GIUSEPPE AIELLO

 

Venerdì 17 Ottobre

h19 Aperitivo

h20.30 Presentazione

 

Una storia di cibo, dominio, denaro e scienza

O di alcune più o meno ragionevoli motivazioni per estromettere il saccarosio e diverse altre schifezze dalla vostra alimentazione.

Fino a pochi secoli fa lo zucchero veniva usato dai nobili europei come una rara spezia da usare quale ostentazione di ricchezza. Come ha fatto a diventare un componente fondamentale della dieta di un’intera società? Perché è così difficile capire qualcosa degli effetti che ha sul nostro organismo? Perché le opinioni degli “esperti” sono diverse – qualcuno sostiene che sia un alimento sano e indispensabile, e altri che va considerato come un veleno? È vero che i consumatori di dolci sono soggetti a rischio per molte malattie o si tratta soltanto di ingiustificato allarmismo? Cosa dice in proposito la ricerca scientifica? Perché è opinione diffusa che donne e bambini abbiano una spiccata preferenza per il gusto dolce? È naturale mangiare zucchero? E cosa vuol dire naturale?
Sono molti i misteri che circondano il saccarosio e il tentativo di svelarli richiede una lettura della storia della nostra civiltà, del potere, dell’economia e della cultura, dell’evoluzione degli ominidi, dei cibi che l’hanno accompagnata e molto altro. Questo libro cerca di essere uno strumento utile per districarsi nel labirinto di un apparato informativo addomesticato che ha interesse a far sì che i lati oscuri dell’alimentazione restino tali il più a lungo possibile.

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RebAl, Rete delle Biblioteche e Archivi Anarchici e libertari

Venerdì 10 ottobre

ore 19.00 aperitivo libertario,

ore 20:30 presentazione di RebAl, Rete delle Biblioteche e Archivi Anarchici e Libertari e del catalogo collettivo virtuale realizzato con il software libero VuFind (licenza GPL) www.rebal.info

rebal.info permette di interrogare contemporaneamente i diversi OPAC (Online public access catalog) delle varie biblioteche aderenti alla rete attraverso un’unica e semplice maschera di ricerca.

Ne parliamo con alcuni dei curatori del progetto.

circoloberneri.indivia.net

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26/27/28 settembre: Cor(A)zone

Hard Coro de’ Marchi-SPM Ivan Illich, Ass. Primo Moroni, Circolo Berneri presentano


Cor-A-zonE
INTERNAZIONALE DI CANTO SOCIALE – 7a EDIZIONE
1914-2014 Da Gorizia a Gaza: mai più guerra.

PROGRAMMA

Venerdì 26 settembre

dalle 21.00 c/o SCUOLA POPOLARE DI MUSICA IVAN ILLICH
ACCOGLIENZA IN FESTA
nella cascina e nel parco di Via Giuriolo 7 ce le suonano gli amici, gli allievi e gli insegnanti della SPM Ivan Illich: Mocio Working (hardblues improfunk), Supernova Quartet (funkjazz liberatorio), Polka Vanda (musiche e balli dell’appennino), il laboratorio di musica d’insieme del martedì (condotto da E.Marraffa), Gràttula Beddàttula (musiche tradizionali del sud Italia)

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Sabato 27 settembre

dalle 12.00 c/o CIRCOLO ANARCHICO C. BERNERI E ATLANTIDE OCCUPATA

Cassero di Porta S.Stefano, 1
PRANZO SOCIALE PRET A MAGNER
…e canti liberi all’aria aperta e non…

dalle 15.30 con partenza da PIAZZA DE L’UNITA’
NAVILIAMO A VISTA
piccola deriva canora e musicale nei luoghi di aggregazione del quartiere Navile con approdo alla SPM Ivan Illich accompagnati dalla Banda Roncati

dalle 18.00 c/o SCUOLA POPOLARE DI MUSICA IVAN ILLICH
GRANDE FESTA CONVIVIALE
nella cascina e nel parco diVia Giuriolo 7 con i cori:

Desacord (Barcellona); Colour de mai (Marsiglia); Si bemol et 14 demis (Parigi); Le vie del Canto (Genova); I giorni Cantati e la Lega della Cultura (Piadena); Mondine di Bentivoglio; Chemin de Femmes (Modena-Africa); Coro di Ariège (Pirenei); Pane e guerra (Bergamo); Coro R’Esistente dei bambini (Bologna); i Malfattori (Parma); Coro di Micene (Milano); Corale Atlantidea (Bologna); Je ne l’ose chanter (Bologna); I Bruschi (Bologna); Hard coro de’ Marchi (Bologna)

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Domenica 28 settembre

dalle 15.00 c/o LA CASONA, Ponticelli di Malalbergo
MERENDA SOCIALE

accompagnata dai canti delle Mondine di Bentivoglio
e di tutti i coristi più… resistenti (con una sorpresa!)

Questa edizione del festival è dedicata alla memoria di Paola Nicolazzi (1933-2014), militante anarchica, cantautrice e fondatrice dell’Archivio Germinal di Carrara.

COR-A-ZONE 2014 light OK

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19/9 Cinema antimilitarista: I recuperanti

fucile
In occasione del Convegno “tu sei maledetta – uomini e donne contro la guerra 1914-1918″ che si terrà a Venezia il 20-21 settembre 2014 il Circolo Anarchico “C. Berneri” e il Gruppo Mannaja – cinefilia militante organizzano una mini-rassegna cinematografica antimilitarista, in contemporanea con la rassegna analoga che si terrà per tutto il mese di settembre a Mestre.

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Venerdì 19 settembre

ore 19 aperitivo libertario
ore 21 proiezione di:
I recuperanti
di Ermanno Olmi 1970

Altopiano di Asiago, 1945. Sopravvissuto alla guerra, Gianni torna al proprio paese ma non riesce a trovare lavoro.
Incontra il vecchio Du, che vive recuperando vecchi materiali bellici della prima guerra mondiale e si mette in società con lui, sperando così di evitare l’emigrazione all’estero e guadagnare i soldi per mettere su famiglia.
durata 94
Girato con attori non professionisti

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12/9 Cinema antimilitarista: Una lunga domenica di passioni

fucile
In occasione del Convegno “tu sei maledetta – uomini e donne contro la guerra 1914-1918″ che si terrà a Venezia il 20-21 settembre 2014 il Circolo Anarchico “C. Berneri” e il Gruppo Mannaja – cinefilia militante organizzano una mini-rassegna cinematografica antimilitarista, in contemporanea con la rassegna analoga che si terrà per tutto il mese di settembre a Mestre.

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Venerdì 12 settembre

ore 19 aperitivo libertario
ore 21 proiezione di:
Una lunga domenica di passioni
di Jean Pierre Jeunet, 2004

Durante la prima guerra mondiale, cinque soldati francesi vengono accusati di lesioni volontarie per ottenere il congedo, e condannati a morte. Alcuni anni dopo Mathilde, la fidanzata di uno di loro, intraprenderà una inchiesta personale per scoprire la verità.
durata 134

Info:

http://mannaja.indivia.net/

http://circoloberneri.indivia.net/

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2 agosto: noi sappiamo, noi non dimentichiamo

Il 2 agosto 1980 una bomba esplode nella sala d’aspetto della affollata stazione di Bologna. Muoiono 85 persone, i feriti sono più di 200.
Chi sono gli esecutori materiali di questa strage è noto: Valerio Fioravanti, Francesca Mambro, Luigi Ciavardini, membri dell’organizzazione neofascista dei Nuclei Armati Rivoluzionari.
Sappiamo anche chi sono i mandanti, anzi, il mandante: lo Stato italiano.
Non alcune mele marce, non funzionari particolarmente crudeli, non “i servizi deviati”, ma meccanismi interni al sistema decisionale politico che vogliono condizionare così l’intera vita sociale.
Mandante è quindi lo Stato, nella sua essenza di apparato poliziesco e repressivo, come agente della strategia della tensione.
Una strategia durata più di vent’anni che ha avuto l’obiettivo di promuovere un clima di paura e smarrimento per scoraggiare le lotte sociali e per modellare i governi in senso sempre più autoritario e lontano dalle istanze popolari.
Una lunga, incalzante serie di stragi indiscriminate: Piazza Fontana, il treno Freccia del Sud, la Questura di Milano, Piazza della Loggia, il treno Italicus, la Stazione di Bologna, il treno rapido 904, fino alle stragi del 1992-1993 come quelle di via dei Georgofili a Firenze e di via Palestro a Milano.

Il 2 agosto 2014, come tutti gli anni, saremo al corteo e al piazzale della stazione al fianco dei parenti delle vittime e della loro Associazione. Non condividiamo però né l’euforia per la supposta apertura degli archivi sulle stragi da parte del governo Renzi, né la fiducia nell’ipotetico varo legislativo di un nuovo reato di depistaggio espresse dalle dichiarazioni del presidente dell’Associazione Paolo Bolognesi.
Ci sembrano trovate propagandistiche di Renzi per coprire le dure politiche antisociali che il suo governo mette in campo, in perfetta sintonia con gli organi di governo internazionali.

7,5 milioni di disoccupati; metà dei ventenni senza lavoro; un’ennesima riforma del lavoro – il Job Act – che estende la precarietà sino a formalizzare il lavoro gratuito; 5 milioni di persone nella povertà assoluta; un aumento in un solo anno dei poveri del 30 per cento. Centinaia di migliaia di richieste di sfratto all’anno, a cui il governo risponde col decreto Lupi che criminalizza gli occupanti fino a vietare loro residenza e allacciamento alle utenze. Ai “normali” morti sul lavoro si aggiungono da diversi anni i morti per la disperazione sociale, suicidi diffusi; anche la piaga del femminicidio, in queste condizioni, si esaspera. Milioni di persone che “rinunciano” a curarsi perché non ne hanno la minima possibilità. I tagli dei servizi sociali e delle pensioni esasperano le condizioni di miseria che producono il “rientro fra le mura domestiche” di milioni di donne.
Questo è il panorama sociale in Italia.

Il 2 agosto 2014 scendiamo in piazza
per ricordare le vittime della strage di Stato con profonda distanza e disprezzo verso quel palco su cui ogni anno si avvicendano politici e funzionari di un sistema di governo criminale.
Per la verità storica contro il tentativo di demolizione della memoria collettiva fatto di revisionismi depistaggi e stravolgimenti dei fatti storici.

IL TERRORE È DI STATO

Sabato 2 agosto 2014 ore 8:30 piazza Nettuno