Colonna Solidale Autogestita di mutuo appoggio

Care compagne, compagni, solidali,
ci siamo lasciate con l’ultima newsletter del 15 marzo scorso nella quale auguravamo di ritrovarci in salute.
Sono tempi difficili. Anche la riorganizzazione delle nostre attività ha pagato lo scotto di queste difficoltà.
Ma, come promesso, abbiamo discusso e cercato delle soluzioni all’emergenza della pandemia e del disastro sociale che si produce e si produrrà di conseguenza. Nei prossimi giorni potremo dare informazioni precise, per ora indichiamo le nostre intenzioni e, come è nostro costume, non agiremo da sole.

Anche grazie all’Unione Sindacale Italiana, stiamo per avviare la Colonna Solidale Autogestita di mutuo appoggio con cui faremo solo attività che possano essere svolte rispettando le esigenze socio-sanitarie in essere: consegna a domicilio della spesa, di medicinali e di prodotti dello Spaccio Popolare Autogestito, autoproduzione e distribuzione disinfettanti e dispositivi di protezione individuale, sportello di consulenza medico-sanitaria, e “spesa sospesa” per chi è in difficoltà.
Non solo pane: per chi vorrà riattiveremo, sempre nelle modalità “sicure”, anche la distribuzione dei libri e della stampa anarchica. In giorni di quarantena una buona lettura aiuta.

Precisiamo che per la tutela di tutte, chi partecipa alle attività sarà munita di tutti i dispositivi di protezione individuale, inoltre il circolo sarà inaccessibile e la distribuzione avverrà su appuntamento nello spazio davanti all’entrata, seguendo le indicazioni di sicurezza e aspettando il proprio turno a debita distanza.

Alcune di noi sono attive nella solidarietà con i detenuti. Assieme all’Associazione Bianca Guidetti Serra e all’Associazione di Mutuo Soccorso per il diritto di Espressione, abbiamo trovato alcuni luoghi nei quali ospitare detenuti che possono usufruire degli arresti domiciliari per via del decreto “sfolla carceri” seguito alle proteste nelle carceri.
Come detto nell’ultimo comunicato, siamo vicine a tutte le persone che sono senza casa o stanno nei dormitori, alle donne che a casa trovano mariti e compagni violenti, alle/ai migranti, a chi non ha lavoro o a chi è sfruttata, così come a chiunque soffra le costrizioni del momento. Siamo vicine al personale sanitario costretto a lavorare in condizioni estreme e non sicure a causa di criminali politiche sanitarie volte al profitto e non alla salute delle persone.

Forse finita l’emergenza, questa narrazione di “responsabilità collettiva” contro un nemico comune cambierà; ci diranno che la curva decresce, che dovremo tornare a lavorare disciplinati e supini – se un lavoro ce lo abbiamo ancora – e accettare stipendi ribassati, che dovremo abituarci, come successo negli ultimi decenni, ai nuovi dispositivi di polizia che limitano la libertà di tutte; vista l’emergenza ci chiederanno ancora più sacrifici.
Il mutuo appoggio è la pratica che scegliamo per intervenire nel momento attuale, ma resistere e riorganizzarci oggi significa anche non perdere il filo delle relazioni umane ed essere pronte così a rispondere al meglio al futuro che ci aspetta e evitare che il riassetto dei poteri volga a nostro danno.

A breve vi daremo tutte le informazioni sulle attività della Colonna Solidale Autogestita.
Ogni contributo è ben accetto! Chi vuole può scriverci a: berneri@indivia.net

Soprattutto in questo momento, l’autogestione e la solidarietà sono mezzi potenti, usiamoli!