cena a prezzi popolari, libri, fanze, stampe, canti, convivialità
9 maggio 2026 – 14:30
CINEFORUM
Visione di pellicole storiche e contemporanee, documentari, filmati d’archivio, corti etc.
15:00-19:00 Proiezioni (L’assedio dell’Alcázar, L’albero di Guernica)
19:00-19:45 Presentazione ASFAI (Archivio Storico della Federazione Anarchica Italiana)
19:45-20:30 Proiezioni (Spagna 1936: l’utopia si fa storia)
Dalle 20:30 cena benefit ASFAI, socialitá, proiezioni a sorpresa
L’assedio dell’Alcázar (1940, regia di Augusto Genina, durata 110 min)
Ambientato durante la guerra civile spagnola, il film racconta l’assedio dell’Alcázar di Toledo da parte delle forze repubblicane nel 1936. Un gruppo di militari nazionalisti e civili si rifugia nella fortezza, resistendo per settimane in condizioni estreme, tra bombardamenti e carenza di viveri.
L’albero di Guernica (1975, regia di Fernando Arrabal, durata 110 min)
Il film segue le vicende di alcuni abitanti dei Paesi Baschi durante la guerra civile spagnola, culminando nel bombardamento della città di Guernica. Attraverso storie personali e intrecci sentimentali, viene mostrato l’impatto umano del conflitto, con particolare attenzione alla sofferenza della popolazione civile.
L’assedio dell’Alcázar e L’albero di Guernica rappresentano due esempi opposti di narrazione cinematografica sulla guerra civile spagnola. Il primo si inserisce nella filmografia di stampo fascista e propagandistico, esaltando l’operato delle forze nazionaliste in linea con la retorica del regime franchista e dei suoi alleati. Il secondo, invece, appartiene a una prospettiva dichiaratamente antifascista: attraverso uno sguardo critico, denuncia le atrocità della guerra e mette al centro la sofferenza delle vittime civili, diventando un simbolo della memoria e della resistenza contro ogni forma di oppressione.
Spagna 1936: l’utopia si fa storia (1936-37, 2009, 45 min)
Il documentario raccoglie immagini girate tra il 1936 e il 1937 da operatori del Sindicato de la Industria del Espectáculo di Barcellona, legato alla Confederación Nacional del Trabajo. Mostra una Spagna in cui una parte della popolazione si mobilita contro il fascismo, cercando al tempo stesso di realizzare un progetto di rivoluzione sociale egualitaria e libertaria.
23 maggio 2026 – 14:30
LABORATORIO di STORIOGRAFIA POPOLARE
alla scoperta di materiali d’archivio sulla storia della rivoluzione e guerra civile spagnola
Biblioteca Elio Xerri
Circolo Anarchico Berneri, Porta Santo Stefano, Bologna (sono presenti barriere architettoniche)
Per il programma dettagliato cerca su https://balotta.org/
Spagna 1936: il popolo in armi scende in strada contro il tentativo di golpe dei generali e dà vita alla rivoluzione libertaria, agendo in prima
persona. La Catalogna è rossa e nera, così come altre regioni del paese. Nelle zone che rimangono in mano antifascista la rivoluzione
sociale è realtà: autogestione dei servizi e delle industrie, collettivizzazione delle terre.
L’utopia si fa realtà, ma ha contro molti nemici: le potenze occidentali cosiddette democratiche, l’intervento militare nazifascista, il ruolo in
apparenza ambiguo ma di fatto controrivoluzionario dell’Unione Sovietica di Stalin. La breve estate dell’anarchia si spegne nel
1937, stretta nella morsa infernale delle potenze europee, assediata dal nazifascismo e pugnalata alle spalle dallo stalinismo che ordisce
nel maggio 1937 a Barcellona l’assassinio di Camillo Berneri, militante di riferimento per il movimento anarchico internazionale.
Le giornate insurrezionali del luglio 1936 fanno accorrere migliaia di volontarə. Tra loro, ben prima di socialistə e comunistə, lə libertariə,
inclusə lə italianə esiliatə del fascismo: sono lə anarchicə che concorrono, in armi, a supportare la rivoluzione in atto, perché “le
rivoluzioni non si vincono, si fanno”. Le vicende di questə militantə, alcune decine di essə provenienti da Bologna e provincia,
testimoniano un antifascismo di lunga durata e internazionale, che si combina con le istanze di emancipazione. In prima fila
negli scontri con il nascente fascismo nel 1919-1922, sono costrettə all’esilio in Europa dove continua, in diverse forme, la lotta ai regimi
fascisti, che negli anni Trenta infestano il mondo. Combattono in Spagna e, sconfittə nel 1939, riprendono le armi nella Resistenza
italiana ed europea; una volta sconfitto il nazifascismo continuano la lotta contro il regime di Franco, sino alla sua morte a metà anni ’70.
Questa storia parla all’oggi: indica la nostra volontà di rivolta contro un ordine ingiusto, e la necessità che movimenti popolari si
oppongano con l’azione diretta al panorama attuale di fascismi, guerra, sfruttamento e devastazione ambientale.
1936-2026: a las barricadas!
