Sciopero generale 6 settembre: contro la crisi, autorganizzazione!

Martedì 6 settembre scendiamo tutte/i in piazza per lo sciopero generale dei sindacati. Appuntamento in piazza XX settembre alle ore 9:00 nello spezzone anarchico. Questo il volantino che distribuiremo.

La nostra miseria è il prodotto dei loro privilegi

Hanno aspettato il bel mezzo dell’estate per rifilarci la loromanovra economica, ovvero sacrifici e privazioni per noi e ulteriori benefici per loro.
Con la manovra di settembre, che si aggiunge a quella di giugno, stiamo parlando di 100 miliardi di euro così ottenuti: 45% attraverso il taglio dei servizi, 25% attraverso l’aumento delle tasse sui lavoratori (IVA, ticket, accise), 10% da licenziamenti, 20% dalla rapina sui salari e sulle pensioni.
Questo
implica nello specifico: blocco dei salari nel pubblico impiego, liquidazione ritardata di due anni, niente tredicesime; nel pubblico e nel privato le donne andrebbero in pensione sempre più tardi, a 65 anni ora e a 67 dal 2015; smantellamento del contratto nazionale, ovvero estensione del modello Marchionne a tutti e conseguente libertà di licenziamento (addio art. 18); meno servizi sociali e ticket di 10 euro; sempre meno lavoro per i cosiddettigiovani, a peggiorare ulteriormente la situazione attuale: oggi uno su due sotto i 35 anni il lavoro non ce l’ha, e chi ce l’ha è pagato una miseria.

Tutto questo mentre lo stato spende annualmente più di 20 miliardi di euro per mantenere il proprio esercito, a cui si aggiungono le spese straordinarie, ad esempio l’acquisto di 131 bombardieri invisibili F-35 che ci costano altri 16 miliardi di euro!
Tutto questo mentre negli ultimi trentanni il divario di salario tra operai e dirigenti è cresciuto di 8 volte!

Di fronte a ciò siamo convinti di alcune cose, molto semplici:

  • Noi non crediamo alla favola della crisi. Crisi è una parola neutrale che non vuol dire nulla. La crisi c’è per noi, ma non per “loro”, dirigenti, padroni e politici.
  • Al mondo c’è da mangiare per tutti. La miseria è il prodotto dello sfruttamento e dei privilegi, cioè del capitalismo.
  • Il modo migliore per provare a “far quadrare il bilancio” è abolire l’esercito (e mandare i generali a fare qualcosa di utile per la società).
  • È ora di farla finita di “affidarsi all’amico” per trovare una soluzione personale, così come è ora di farla finita di dare fiducia a partiti e sindacati che firmano lettere e patti insieme a Confindustria. Organizziamoci per conto nostro, in maniera solidale per aprire una stagione di lotte, unico modo per guadagnarci un futuro degno di essere vissuto.
  • È giunto il momento di riprenderci la ricchezza, di riappropriarci del benessere sociale che noi stessi produciamo ogni giorno. I fatti di Londra e delle altre città inglesi insegnano, ma anche la rivolta di Philadelphia (provate a fare una ricerca su internet…). E allo stesso modo in Grecia, Islanda, Irlanda, Cile ecc. c’è tutto un mondo di giovani, vecchie/i, immigrate/i, disoccupate/i e precarie/i che dice:no! Noi la crisi non la paghiamo e anzi: cari padroni e politici questa crisi ve la rovesciamo addosso!
  • Stato e capitale vanno aboliti, estinti per sempre. Semplicemente. Uomini e donne vivono molto meglio senza di loro, provate per credere.

Circolo anarchico C. Berneri, Bologna http://circoloberneri.indivia.net/

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L’immagine dei lavoratori nel manifesto è uno stencil opera di un compagno grafico di Seattle, Larry Cyr, qui altri suoi lavori:
http://larryccyr.blogspot.com